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Jesi

Torre Erap, notificato il ricorso al Tar contro la palazzina popolare

Il comitato di cittadini e associazioni ha formalizzato l'istanza innanzi al tribunale amministrativo regionale al fine di bloccare la realizzazione dell'immobile di sette piani in via Tessitori a Jesi

La protesta dei contrari alla realizzazione della Torre Erap di via Tessitori
La protesta dei contrari alla realizzazione della Torre Erap di via Tessitori

JESI – Torre Erap, ecco il ricorso al Tar. Lo avevano promesso e lo hanno fatto. Il comitato di cittadini e associazioni che si sta battendo contro la realizzazione della palazzina popolare di sette piani in via Tessitori ha formalizzato ieri, 13 novembre, l’istanza innanzi al tribunale amministrativo regionale con l’obiettivo di fermare la costruzione dello stesso immobile, che tante polemiche sta scatenando. Proprio sabato scorso è andata in scena la manifestazione Risorgipeppe, che ha richiamato le tante persone contrarie all’edificazione dell’edificio in prossimità della palestra Carbonari, in una zona già densamente popolata e con criticità legate al traffico.

Nel ricorso al Tar, i promotori puntano in particolare l’attenzione sul permesso a costruire che il Comune ha rilasciato all’Erap, evidenziando quelle che – a loro dire – potrebbero essere irregolarità. Di tutt’altro parere, l’amministrazione comunale, che più volte ha specificato di aver ereditato il progetto dai precedessori e di non poter far nulla per fermarlo, precisando che tutto è stato fatto rispettando la normativa in vigore.

«Non ho ancora letto nel dettaglio il ricorso, notificato ieri, mi riservo di farlo a breve – commenta Ruggero Fittajoli del MeetUp Spazio Libero, il primo movimento che ha acceso i riflettori sulla nuova “Torre” del quartiere di San Giuseppe -. Sabato, a Risorgipeppe, ci sono state circa 800 persone, oltre a 30 artisti sul palco, a conferma che l’argomento è molto sentito. La partita non è chiusa. C’è stata tanta partecipazione e in molti hanno dato il loro contributo, anche economico, per sostenere questa battaglia. La nostra era una provocazione artistico-culturale e siamo contenti della reazione che abbiamo suscitato nella gente. A prescindere dalla palazzina Erap infatti, che pensiamo si possa ancora evitare, i residenti e le associazioni chiedono una riqualificazione complessiva del loro quartiere».