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Jesi

Torre Erap, la vicenda approda in Regione

Il consigliere regionale del Pd, Enzo Giancarli chiede se sussistano ancora le condizioni per la costruzione dell'immobile di edilizia convenzionata pianificato dieci anni fa in via Tessitori a Jesi e mai edificato

Il consigliere regionale Enzo Giancarli
Il consigliere regionale Enzo Giancarli

JESI – La vicenda della torre Erap sbarca in regione. Il consigliere regionale del Pd, Enzo Giancarli, in una interrogazione al presidente delle Marche, Luca Ceriscioli, solleva il caso dell’effettiva disponibilità dei quasi 2 milioni di euro di finanziamenti regionali per la realizzazione dell’opera pianificata da dieci anni in via Tessitori, contestata da alcuni residenti e dalle forze politiche d’opposizione. e mai edificata. «Il Comune di Jesi – secondo Giancarli – avrebbe dovuto restituire le risorse regionali quattro anni fa a causa dei continui ritardi nella costruzione dell’immobile».

Nell’interrogazione chiede pertanto «per quali ragioni non si è proceduto alla revoca del finanziamento di 1,950 milioni  destinati alla costruzione dell’immobile di edilizia agevolata convenzionata, e se a tutt’oggi, nonostante il rilascio del permesso a costruire, sussistano le condizioni tecnico-giuridiche per procedere alla revoca o alla restituzione del denaro, ed il suo conseguente versamento al fondo regionale, come stabilito dall’articolo 15 comma 3 della legge regionale 32 del 2013. Esso determina, infatti, il ritiro delle risorse non utilizzate entro i termini previsti. Mi chiedo, e chiedo al presidente – prosegue Giancarli –, se non sia utile ed opportuno effettuare un approfondimento sotto il profilo giuridico per giungere in modo chiaro e trasparente alla decisione di mantenere o revocare il finanziamento, considerato il lungo periodo di tempo trascorso dal primo atto di pianificazione comunale ad oggi e dai conseguenti e successivi atti di programmazione e di proroga posti in essere dai diversi enti competenti. Senza contare – continua – che già a giugno del 2014 la Regione aveva invitato il Comune di Jesi a restituire le risorse visti i ritardi accumulati».

Ripercorrendo la lunga storia dell’intervento di edilizia convenzionata previsto nell’area – un immobile di sette piani e trenta alloggi – il consigliere Giancarli sottolinea come esso facesse parte di «un programma di riqualificazione e recupero dell’area  “Campus Boario” del Comune di Jesi risalente al 2007, che aveva ottenuto un contributo regionale di quasi 2 milioni e mai attuato, nonostante numerose proroghe del termine per l’inizio dei lavori,  la prima risalente al 2010». Non solo. Ricorda l’esponente democrat che proprio in virtù di questa normativa, la Regione il 3 giugno del 2014 aveva già invitato il Comune di Jesi ad avviare il procedimento di restituzione e versamento al fondo regionale per le politiche abitative del contributo ottenuto di 1,950 milioni.
Nell’interrogazione inoltre Giancarli ribadisce, la necessità di «riqualificare l’area e tutto il quartiere sotto il profilo sociale, urbanistico, architettonico ed ambientale. Riqualificazione che deve passare anche da misure adottate dalla Regione e ancor più indispensabili qualora si proceda alla realizzazione dell’immobile».

Un atto che non spaventa l’amministrazione jesina. «Ringraziamo il consigliere Giancarli  per questa interrogazione che creerà le condizioni per fare definitiva chiarezza sulla procedura amministrativa seguita dalla Regione per il finanziamento dell’intervento edilizio in via Tessitori e soprattutto sulla limpidezza dell’operato del Comune di Jesi – commenta il sindaco Massimo Bacci -. Del resto, meno di un mese fa è arrivato l’ennesimo documento della Regione nel quale si evidenzia come “non si rilevano i presupposti per far luogo alla revoca del contributo” e “si sollecita il Comune di Jesi a rilasciare il titolo edilizio abitativo”. Plaudiamo, inoltre, il consigliere Giancarli per essersi interessato di una questione di assoluta importanza quale quella relativa alle risorse regionali non utilizzate dai Comuni marchigiani che dovrebbero essere restituite e messe a disposizione degli enti locali capaci di utilizzarle. Lo invitiamo a perseverare. E visto che questo suo intervento, di fatto, è finalizzato a togliere al territorio di Jesi risorse (che, per l’ennesima volta, ribadiamo noi avremmo volentieri investito diversamente), siamo assolutamente certi che la prossima azione di Giancarli sarà compensativa, e cioè fare avere finanziamenti regionali per l’unica azione amministrativa oggi praticabile nell’area di San Giuseppe e cioè la sua riqualificazione, come del resto sottolinea lui stesso. Su questi obiettivi ci confronteremo molto volentieri, magari invitandolo ad una commissione consiliare apposita».