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Jesi

Torre Erap, la petizione popolare non si farà

Il Consiglio comunale, nonostante la contrarietà di una parte dell'opposizione, ha bocciato la richiesta formulata dal comitato di cittadini che si sta battendo contro la realizzazione del palazzone di edilizia convenzionata in via Tessitori a Jesi. Astenuto il Pd

La protesta dei contrari alla torre Erap in occasione di un recente consiglio comunale

JESI – Niente petizione popolare sul palazzone Erap di via Tessitori. Il consiglio comunale, attorno l’una di questa notte, ha bocciato la richiesta formulata dal comitato di cittadini per tentare di bloccare la realizzazione dell’immobile di sette piani in prossimità della palestra Carbonari. Il Pd si è astenuto, mentre il resto dell’opposizione (Jesi in Comune, M5S, Lega Nord) ha votato a favore dell’istanza. Ma non è bastato.

Nella petizione messa al voto a tarda notte, di fronte a un piccolo gruppo di cittadini, si chiedeva «l’annullamento del vigente piano di recupero “Campus Boario” stabilendo che per tutte le aree e gli edifici esistenti, interni al perimetro del piano di recupero, siano ammessi solo interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria e risanamento conservativo». Bocciata a larga maggioranza, invece, la risoluzione presentata dal Movimento 5 Stelle affinché fosse chiesto un parere legale su tutti gli aspetti della questione (astensione di Jesi in Comune). La pratica, al termine di un lungo botta e risposta fra Pd e Jesi in Comune da una parte, e sindaco Bacci dall’altra, è stata quindi respinta con 14 voti contrari (la maggioranza), 4 favorevoli (M5S e Jesi in Comune) e 4 astenuti (Pd).

«Il Piano di recupero di quell’area è datato 2002 e non credo sia mai stato discusso con i cittadini – ha precisato il Primo Cittadino -. Vorrei inoltre specificare che in quell’area c’è addirittura ulteriore capacità edificatoria. Ribadisco che non condivido quanto è stato fatto. La responsabilità politica del progetto, del resto, è chiara. Nel 2002 noi non c’eravamo. Nemmeno nel 2006 quando è stata costituita la Società di Trasformazione Urbana (Stu), organismo che si sapeva già, considerando la crisi, che non avrebbe portato a nulla. Quella è stata davvero una scelta folle.  Nel 2010, e anche in quel caso noi non c’eravamo, il terreno è stato venduto all’Erap per far cassa e mantenere la Stu. Dirò di più, all’Erap è stato detto di partecipare a una gara provinciale perché per il Comune quella palazzina, in quel punto, era strategica. Se volete continuare a dire che la responsabilità è mia, fate pure, ma i fatti sono questi. Anche noi siamo del parere che sarebbe stato meglio tornare indietro, ma ho detto apertamente di non essere capace di trovare una soluzione, sottolineando di essere aperto a qualsiasi tipo di proposta.  Non ho sentito nulla di concreto, da nessuno. Credo pertanto che l’unica strada da percorrere sia quella di attenuare al massimo l’impatto di quell’immobile, dove andranno 28 famiglie che vorranno vivere possibilmente in un contesto sereno. Facciamo un gesto di grande responsabilità per migliorare la situazione». Discordante il parere di Samuele Animali di Jesi in Comune, convinto che vi sia una parte di responsabilità anche dell’attuale amministrazione e che si possa tornare indietro, replicando quanto fatto con il Sant’Agostino. I lavori edili dovrebbero partire a breve.