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Jesi

Torre Erap, dal consiglio comunale il verdetto

Nell'ultimo consiglio comunale jesino il sindaco Massimo Bacci ha ribadito la mano della precedente amministrazione sulla costruzione a San Giuseppe. Impossibile fermare il progetto

Rendering della Torre Erap a Jesi

JESI – Un progetto impossibile da fermare quello della costruzione della torre Erap prevista nel quartiere di San Giuseppe, dove si è formato un comitato di residenti contrari al palazzo. A ribadirlo è stato lo stesso sindaco Massimo Bacci nell’ultimo consiglio comunale, quello che ha chiuso questa esperienza amministrativa.

«L’Erap ha speso 1.2 milioni di euro per l’operazione. L’area è di sua proprietà e ha diritto a costruire come previsto dal Piano Regolatore» ha detto il primo cittadino sottolineando come l’Ente Regionale possa chiedere, ed ottenere, un nuovo permesso a costruire. Fermare il progetto significa dover risarcire l’Erap. A portare la mozione in consiglio comunale era stato il consigliere del Pd Matteo Marasca. Bacci ha inoltre sottolineato la paternità della vecchia amministrazione sul progetto, parlando di «una pessima iniziativa» e ha ricordato come alla Stu (nata nel 2007, Società di trasformazione urbana) sia stata affidata la riqualificazione Campus Urbano: «Una società costata alla fine del 2006 circa 2 milioni di euro, ora in liquidazione, creata dal comune».

Il progetto

L’intervento ha come scopo quello di realizzare 27 alloggi di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata nell’ambito del Programma sperimentale di edilizia denominato “Alloggi in affitto per gli anziani degli anni 2000” di cui al Decreto Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 27/12/2001, partecipando al bando di gara in pari data. L´area oggetto di intervento ricade all´interno del Piano di recupero “Campus Boario” nel comune di Jesi, ed è stata messa a disposizione dal Comune all’Erap della Provincia di Ancona per partecipare al bando suddetto. Questo è ubicato in una zona periferica consolidata posta appena fuori dalla cinta muraria della città di Jesi, che ha visto il suo primo sviluppo nel corso degli anni ´50 e 60´, ulteriormente incrementato negli anni successivi, che ha portato il precedente borgo ad essere un tutto uno con la parte del centro storico.

I timori

Per il Meetup Sazio Libero Jesi, che ha raccolto la protesta dei residenti organizzando incontri e raccolta firme, si dovrebbe evitare la cementificazione in un quartiere già sovrappopolato. Le preoccupazioni sono anche per possibili nuove strade che verranno costruite, secondo i residenti, per raggiungere la zona visto che via Mugnai è a senso unico e che non potranno accedere tutti, residenti nuovi e vecchi, da via Tessitori.