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Jesi

Torre Erap, botta e risposta fra sindaco e Jesi in Comune

Il permesso a costruire per l'edificio di via Tessitori rilasciato dal Municipio fa litigare il movimento d'opposizione capitanato da Samuele Animali e il Primo Cittadino Massimo Bacci

La platea dell'assemblea a palazzo dei Convegni a Jesi sulla torre Erap di via Tessitori
La platea dell'assemblea a palazzo dei Convegni a Jesi sulla torre Erap di via Tessitori

JESI – Continua a far discutere la torre Erap di via Tessitori. Qualche giorno fa è stato rilasciato il permesso a costruire da parte del Municipio all’ente regionale per l’abitazione pubblica. Un atto che scatena la polemica. Botta e risposta fra il sindaco Massimo Bacci e il movimento d’opposizione Jesi in Comune.

«Se ne sarebbe dovuto parlare in occasione del prossimo consiglio comunale, come promesso dal presidente Daniele Massaccesi, e invece apprendiamo che il permesso a costruire per la Torre Erap di via Tessitori è stato rilasciato dall’architetto Francesca Sorbatti lo scorso 28 agosto – scrive Jesi in Comune -. E allora dopo una riunione a Palazzo dei Convegni indetta non certo per ascoltare i cittadini, ma forse per metterli a tacere, vanno ribadite chiaramente le responsabilità: la Regione Marche (30/05/2014, non “quando c’erano le giunte precedenti”) ha espressamente chiesto al Comune di Jesi di revocare la proroga concessa all’Erap e naturalmente di restituire il fondo di 1.950.000 euro. Se il Sindaco Bacci avesse voluto, avrebbe potuto semplicemente adeguarsi e tutto sarebbe quantomeno rimasto bloccato in attesa di tempi migliori. Invece ha insistito per procedere, affermando che l’opera rivestiva di “importanza strategica”. E con ciò Bacci se ne è lavato le mani. Se nessuno ora ferma l’Erap: la torre rimarrà come monumento all’inerzia ed all’ipocrisia di questa amministrazione».

Immediata la replica del sindaco Bacci: «Mi sorprendo che Jesi in Comune si sorprenda che sia stato rilasciato il permesso a costruire per l’edificio Erap, perché era stato chiaramente spiegato in Consiglio Comunale del 28 luglio che quello era un atto dovuto degli Uffici – è la risposta del Primo Cittadino -. In occasione della precedente assemblea pubblica del 18 luglio, poi, dopo che il dirigente aveva spiegato perché l’atto era dovuto, ho chiesto che chi avesse una soluzione alternativa – seria, concreta e percorribile – la presentasse pubblicamente. Jesi in Comune non ce l’aveva allora, non ce l’ha neanche adesso e dunque percorre l’unica strada possibile: una demagogica strumentalizzazione che non porta a nulla. Nessuno, né tantomeno il presidente del Consiglio comunale, ha detto in occasione dell’assemblea che del permesso a costruire se ne sarebbe parlato in una seduta del Consiglio stesso. Non lo poteva fare perché tutti coloro che sono in buona fede sanno che quell’atto degli Uffici era dovuto, visto che le condizioni per la realizzazione della costruzione si erano già determinate nel secondo mandato Belcecchi. Massaccesi ha viceversa condiviso quanto ho proposto in tale occasione, e cioè un confronto con i cittadini – tema eventualmente anche da approfondire in Consiglio comunale – per verificare come attenuare l’impatto che tale realizzazione comportava, sia con interventi di riqualificazione degli spazi aperti, sia con la possibilità di prevedere un presidio di polizia locale al piano terra della palazzina.
Tornare di nuovo a sostenere in maniera assolutamente demagogica che nel 2014 fosse stata chiesta la restituzione del finanziamento, significa non tener conto dei successivi approfondimenti e delle lettere della Regione che si sono susseguite, le quali hanno confermato la regolarità dell’iter amministrativo seguito e dunque il legittimo diritto dell’Erap ad avere quel finanziamento».