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Jesi

Torre Erap, dopo il blitz della Finanza in Comune la politica reagisce

Meetup e il Coordinamento No Torre Erap protestano, critiche anche dal Movimento 5 Stelle. Jesi in Comune: «Spostare un parcheggio, per di più con gli oneri d'urbanizzazione, non è né un investimento né una riqualificazione»

La protesta dei contrari alla realizzazione della Torre Erap di via Tessitori
La protesta dei contrari alla realizzazione della Torre Erap di via Tessitori

JESI – La costruzione della Torre Erap in via Tessitori continua ad accedere il dibattito cittadino alla luce del blitz della Guardia di Finanza in Comune, avvenuto la scorsa settimana, e che ha consegnato gli atti per costruire il palazzone.

Prospetto della palazzina di via Tessitori a Jesi

«Scoperchiato il vaso di Pandora» tuonano il Meetup e il Coordinamento No Torre Erap che da anni seguono la vicenda insieme al Comitato Parco del Granita. «Abbiamo correttamente individuato criticità e dubbi che, a questo punto, verranno sbrogliati dagli organismi preposti, ci auguriamo prima che vengano inferti danni irreparabili alla nostra città – continuano – L’Amministrazione Bacci, come per cercare di scusarsi di non aver in alcun modo ostacolato il progetto della torre, in Consiglio Comunale si era impegnata a coinvolgere i residenti almeno sulle cosiddette opere di “mitigazione-compensazione”: promesse anche queste mai mantenute, dato che adesso, senza alcuna partecipazione dei cittadini, ci vorrebbero propinare dei generici posti auto, che temiamo
possano andare ad insistere nell’area verde».

«Se non ci fosse stato nessun dubbio, la questione sarebbe stata archiviata – fa presente il gruppo consiliare Jesi in Comune che a proposito dei parcheggi nell’area chiarisce – Spostare un parcheggio, per di più con gli oneri d’urbanizzazione, non è né un investimento né una riqualificazione. Il parcheggio in questa zona serve soprattutto perché esasperato dalla torre Erap che verrà costruita ed andrà ad occupare gli stalli già esistenti, per cui con gli oneri di urbanizzazione anziché investire, riqualificare o riparare le strade andiamo a costruire un parcheggio che c’era già e viene eliminato dalla torre edilizia. Si apre una fase nuova e si archivia un autunno dove Jesi in Comune ha fatto tutto il possibile per evitare la realizzazione dell’opera. Ora, da un lato si osserva con attenzione l’iter giudiziario del ricorso al Tar, ma dall’altro si deve aprire una campagna d’ascolto dei cittadini del quartiere. Presto organizzeremo un incontro a San Giuseppe per capire le esigenze del quartiere e poi partiranno appositi tavoli di lavoro».

Il piazzale di via Tessitori dove sorgerà la palazzina

A segnalare le criticità del progetto anche il Movimento 5 Stelle: «Già nei primi mesi del 2017 presentammo un esposto/segnalazione alla Procura della Repubblica di Ancona, a firma dell’ex capogruppo del M5S Jesi per evidenziare alcune incongruità fra le tesi dell’amministrazione comunale e quelle di alcuni cittadini residenti, apparse sulla stampa e portate all’attenzione del Consiglio Comunale. Da una parte, il sindaco Bacci continuava a sostenere che uno stop ai lavori da parte del Comune avrebbe comportato un’esposizione a richiesta danni ingente a carico dell’intera collettività cittadina e del bilancio comunale. Dall’altra parte, è stata più volte manifestata da parte di alcuni cittadini la sussistenza di presunti gravi vizi o illegittimità nella procedura adottata. In tale ipotesi, il danno per la comunità si sarebbe potuto caratterizzare proprio dal procedere con la realizzazione dell’opera. Dispiace prendere atto che ora, probabilmente, si è arrivati al punto di far stabilire alla Magistratura la correttezza degli iter e la sussistenza delle eventuali responsabilità personali all’interno del Palazzo. Ci auguriamo che questo episodio insegni alla maggioranza jesina ad accettare il dialogo in Aula con il M5S invece di chiudersi per debolezza politica nella bocciatura perenne di qualsiasi proposta. Quanto al blitz della Guardia di Finanza, presenteremo per il prossimo Consiglio un’interpellanza per avere contezza su quando è avvenuto, su quali documenti sono stati richiesti, sulla persone eventualmente coinvolte in indagini dei magistrati».