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Jesi

Tigli di viale Trieste: «12 piante totalmente compromesse», la sentenza dell’agronomo

L'agronomo Ugo Pazzi spiega il perché non c'è possibilità di salvare i tigli di viale Trieste

La manifestazione spontanea di febbraio in difesa dei tigli di viale Trieste (foto Francesca Tilio)

JESI – La “battaglia” per salvare i 12 tigli di viale Trieste prosegue, sebbene la sentenza emessa dall’agronomo Ugo Pazzi che ha effettuato la perizia sulle piante per conto del Comune, lasci ben poche speranze. L’agronomo ha chiarito le numerose problematiche che determinano l’abbattimento.

«I 12 tigli da abbattere in viale Trieste sono totalmente compromessi – ha spiegato l’agronomo ai residenti e cittadini sostenitori della battaglia per salvare le piante durante la commissione consiliare dedicata – a causa delle disfunzioni al legno, perché troppo vicini, per l’età avanzata e per conflitti con marciapiedi e sottoservizi».

L’agronomo aveva incontrato i residenti e i sostenitori della cura delle piante, per evitare l’abbattimento. Ma da quanto emerso nella relazione del perito, su 70 piante del viale, 12 sono da abbattere dunque.

«Ulteriori analisi sarebbero inutili – ha aggiunto Pazzi –. Sarebbe meglio allora investire nella cura delle altre. Oggi quegli alberi fanno i conti con gli effetti di come si è sviluppato un viale molto trafficato e con quelli dei cambiamenti climatici».

Sulla questione interviene anche il Circolo Legambiente Azzaruolo, constatandone la necessità dell’abbattimento dopo aver raccolto tutte le informazioni attraverso i tecnici del Comune preposti al verde pubblico, l’assessore all’ambiente Cinzia Napolitano, il Corpo Forestale e aver seguito la Commissione Consiliare convocata in Comune. «Quando si è obbligati ad abbattere degli alberi ed ancor di più in un Viale storico tanto amato dai cittadini, l’informazione dovrebbe essere l’asse portante di questo intervento, al fine di rendere la comunità aggiornata e partecipe ed assicurando una pronta ripiantumazione: una scarsa comunicazione porta ad una perdita la fiducia nelle istituzioni» si legge in una nota di Legambiente. «Con piacere abbiamo assistito alla mobilitazione dei cittadini ed al loro interesse per la questione ambientale-ecologica – ha dichiarato Francesca Paolini presidente del Circolo Legambiente Azzaruolo – e mette a disposizione la propria associazione per affiancare i cittadini e l’amministrazione comunale su un percorso partecipativo ed educativo legato al verde pubblico».

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