Tedeschi e olandesi per lo Stupor Mundi in formato multimediale

Già un migliaio i visitatori del nuovo museo di Federico II a Jesi. La Fondazione presieduta dall'imprenditore Gennaro Pieralisi sta valutando di estendere gli orari di apertura nei fine settimana

Una delle sale del museo Federico II Stupor Mundi

JESI – Già un migliaio di visitatori paganti nella prima settimana di apertura del museo Federico II Stupor Mundi. Tanti tedeschi e olandesi, che si sommano al “flusso” continuo e costante di turisti dalla costa e dall’entroterra. Svariati i bambini, affascinati dalle suggestive installazioni multimediali di palazzo Ghislieri. Non è un caso che la Fondazione Federico II Stupor Mundi, presieduta da colui che ha reso possibile tutto ciò, l’imprenditore Gennaro Pieralisi, stia lavorando per garantire una serie di aperture straordinarie nei fine settimana, prolungando gli orari di visita. A breve arriverà l’annuncio.

Stanno riscuotendo grande successo anche i libri nel bookshop, esposti in biglietteria, compresi quelli dedicati all’infanzia sui temi medievali. Per una visita completa del museo serve almeno un’ora e mezzo, a meno di voler approfondire i temi sugli schermi touch-screen (in tal caso si superano le due ore). Le audioguide sono disponibili in inglese, francese e tedesco.

«Questo è il primo museo in assoluto dedicato allo “Stupor Mundi”, in tutto il mondo, ed un luogo dai contenuti fortemente innovativi, un museo storico di narrazione improntato ad una visione fortemente contemporanea della fruizione come “narrative experience” – spiega il segretario generale Fondazione Federico II Stupor Mundi, nonché amministratore delegato della Fondazione Pergolesi Spontini, William Graziosi -. Le tecnologie digitali stanno comportando una profonda trasformazione dei Musei in dispositivi ibridi e complessi, capaci di coinvolgere i visitatori in un viaggio immersivo e multisensoriale. Nel Museo Federico II Stupor Mundi ogni sala racconta, con svariati linguaggi, la storia di Federico II, dalla nascita fino al consolidarsi del suo mito: attraverso accurate ricostruzioni scenografiche e tridimensionali, installazioni multimediali e tecnologie di ultima generazione, come il video mapping e supporti touch-screen, il visitatore può acquisire una panoramica completa e approfondita delle vestigia federiciane sparse in Italia e in Europa per la prima volta in un unico luogo. L’auspicio è che di qui a breve, anche per impulso di questo Museo e del rinnovato interesse verso la figura del grande imperatore, Jesi possa tornare a fregiarsi del titolo di “città Regia”».

Il percorso museale si sviluppa attraverso sedici sale tematiche, disposte su tre piani, che attraverso accurate ricostruzioni scenografiche e tridimensionali, installazioni multimediali, proiezioni di immagini statiche o animate tratte da miniature medievali, olografie, ricostruzioni di oggetti e di costumi e l’utilizzo di tecnologie di ultima generazione, guidano il visitatore alla scoperta di Federico II di Svevia: la nascita e la storia dei suoi antenati, l’incoronazione come Imperatore nella medievale Basilica di San Pietro, il suo rapporto con i papi e la Chiesa, la Crociata in Terrasanta, le mogli e la discendenza, la sua passione per la falconeria (fu autore di un prezioso trattato ancora oggi attuale e modernissimo), il suo sconfinato interesse per le arti, le scienze e il sapere, che hanno contribuito a creare l’immagine di un mito che, per la prima volta, viene racchiusa in un unico luogo.