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Jesi

Spunti, riflessioni e proposte per abbattere le barriere architettoniche e culturali

In un incontro organizzato a Jesi, oggi (16 dicembre), dall'Associazione Luca Coscioni e dal gruppo consiliare Jesi in Comune, si è parlato di barriere architettoniche in città e di azioni concrete da proporre per l’abbattimento

L'incontro a Palazzo dei Convegni
L'incontro a Palazzo dei Convegni

JESI – “Barriere architettoniche e culturali: superiamole” è il titolo dell’incontro che si è svolto questa mattina a Palazzo dei Convegni.

barriere architettoniche jesiL’appuntamento organizzato dall’Associazione Luca Coscioni e dal gruppo consiliare Jesi in Comune, è stata l’occasione per raccogliere riflessioni e spunti da tradurre in azioni concrete per l’abbattimento delle barriere.

«Il comune di Tarquinia, provincia di Viterbo, è uno dei pochi ad aver approvato il Piano di eliminazione delle Barriere Architettoniche (Peba) – ha evidenziato Renato Biondini segretario della cellula di Ancona dell’Associazione Luca Coscioni – Altre realtà in Vallesina sono ferme al palo: Chiaravalle ad esempio, ma anche Falconara che nel 2006 ha votato per l’approvazione dei Peba ma da allora il piano è rimasto nel cassetto, Jesi è più avanti rispetto ad altri comuni ma la strada è ancora lunga e va monitorata. Non mancano le leggi a tutela diritti dei disabili, la società civile va informata che le azioni legali se necessarie possono essere intraprese».

Come ha fatto Lucia Giatti, ex consigliera comunale del comune di San Paolo di Jesi che ha vinto una causa contro il comune costretto a istallare un ascensore in Municipio e contro l’ufficio postale dello stesso comune che ha dovuto predisporre una pedana: «Ero stanca di aspettare tempi biblici per trattare con le istituzioni e ho deciso di agire – ha detto – le mie richieste sono diritti e non devo sentire che valgo di meno perché chi può farmi sentire come lui non lo fa».

Angelo Larocca, presidente Comitato Vita Indipendente Marche, sta portando avanti una lunga battaglia con la Regione Marche affinché sia reso stabile e duraturo il Progetto Vita Indipendente. «Le spese relative al Peba sono investimenti ed esulano dal patto di stabilità – ha evidenziato Agnese Santarelli, avvocata e consigliera comunale di Jesi in Comune – Quando si parla di disabilità si pensa solo all’accesso alle cure ma un disabile deve avere la possibilità di uscire la sera ed entrare in un negozio come tutti. Nel 2017 non è più tollerabile che le nuove costruzioni non tengano conto delle necessità dei disabili». Tra gli interventi del pubblico diverse proposte e la speranza che la società civile si dimostri sensibile a queste problematiche.