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Jesi, fontana dei Leoni. Il sindaco: «Il sì al referendum è la rinuncia al lascito»

L'amministrazione ha quantificato in circa 700 mila euro l'investimento necessario per la traslazione del monumento. Ecco cosa intende fare con il resto dei soldi ereditati da Cassio Morosetti

Il sindaco Massimo Bacci e l'assessore ai lavori pubblici, Roberto Renzi

JESI – «Dire sì al referendum sulla fontana dei Leoni è di fatto una bocciatura al lascito di Cassio Morosetti». È il sindaco Massimo Bacci ad affermarlo. Alla vigilia della seduta consiliare di lunedì 30 novembre, in cui appunto si metterà al voto la proposta di coivolgimento diretto dei cittadini formulata da Pd e Jesi in Comune, l’amministrazione prende posizione sull’eredità del fumettista e le sue ultime volontà.

«Serviranno, partendo da subito, almeno sette mesi per assolvere alla parte burocratica e all’intervento di traslazione – evidenzia il sindaco Bacci -. Abbiamo necessità, insomma, di partire immediatamente se si vuole dar seguito al lascito. Organizzare un referendum richiederebbe circa un paio di mesi. Coinvolgere i cittadini con questa modalità significherebbe di fatto respingere l’eredità. Sarebbe, in sostanza, un coinvolgimento superfluo. Non avrebbe senso e, stando alle norme anti-Covid, indirlo a metà febbraio, perché prima non si può, vorrebbe dire rinunciare a queste somme. Credo invece che, per una questione di rispetto, ci si debba esprimere. Siamo chiamati ad assumerci una responsabilità». Lunedì 30 novembre, assieme alla proposta dell’opposizione, verrà portato in consiglio anche un atto di indirizzo della giunta, da mettere al voto, in cui verranno indicati nel dettaglio tutti gli interventi previsti assieme allo spostamento della fontana.

A quantificare le spese è stato, oggi in conferenza stampa, l’assessore ai lavori pubblici, Roberto Renzi: «Lo spostamento richiederà circa 500 mila euro, a cui vanno sommati i costi per progettazione, direzione lavori e circa 180 mila euro per imprevisti – sottolinea l’esponente di giunta -. Restano a disposizione 1,2 milioni di euro». Diverse le cose da realizzare con questo cospicuo residuo, nelle intenzioni della giunta. Innanzitutto, le ripavimentazioni delle due piazze oggetto del “trasloco”, quindi l’attuazione di buona parte del piano per l’abbattimento delle barriere architettoniche. Non solo. Il palazzo che ospita il teatro Moriconi, ha anticipato l’assessore alla cultura, Luca Butini, diventerà un centro culturale dove troveranno spazio una sala cinematografica e un luogo per realizzare musica e mostre, da interconnettere con l’adiacente piazza “liberata” dal monumento. Verrà inoltre ripristinata una statua seicentesca, posizionata a lungo sopra l’Arco del Magistrato, che raffigura una madonna loretana con bambino, ora collocata nella chiesa di San Marco. Si valuta, infine, di rendere visitabile la cisterna romana.

La statua della Madonna con bambino e la sua collocazione originaria

«Cassio Morosetti – è il parere di Bacci – aveva capito che vi era la volontà, condivisa da una parte rilevante della popolazione, di spostare la fontana, ma mancavano le risorse. Non è un caso che, negli anni, sia sempre entrato in un dibattito comunque vivo, a prescindere da lui. Non si è mai realizzata questa traslazione solo per motivi di natura economica. L’esecutore testamentario verserà 2 milioni di euro se il 22 luglio 2021 sgorgherà acqua dalla fontana in piazza della Repubblica. Quei soldi si possono utilizzare anche per altro, insomma. Non essendo nel programma di mandato, vi sarà libertà di voto. Se non si può, ne prenderemo atto e non andremo avanti. Personalmente, ci è stata data una cifra importante, è denaro pubblico da poter spendere. E faccio fatica a pensare che un amministratore pubblico possa rinunciarvi».

Non manca la stoccata all’opposizione. «Non voglio alimentare polemiche per rispondere alle accuse personali che abbiamo ricevuto, alcune delle quali in cui si è messa persino in dubbio la nostra moralità – il commento del sindaco -. Mi soprende tuttavia che molte di queste provengano da persone che hanno amministrato per decenni questa città e svolto il ruolo di difensore civico». Qualora fosse bocciato il referendum consultivo, i cittadini avranno ancora la possibilità di raccogliere 2mila firme per quello abrogativo.