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Jesi

Jesi, sottopasso dello svincolo danneggiato. Il sindaco: «La città non sia lasciata sola in questa emergenza»

Bacci scrive al prefetto di Ancona sottolineando le pesanti ripercussioni sulla città, causate dalla chiusura della superstrada e dal dirottamento del traffico con direzione Roma-Ancona nel centro abitato

I danni causati dal camion che ha urtato contro il ponte della ex superstrada a Jesi est

JESI – Il 19 giugno un tir ha danneggiato il sottopasso della superstrada all’uscita di Jesi Est, rendendo non più percorribile quel tratto di strada. Con non poche ricadute su Jesi. Da qui l’appello del sindaco Massimo Bacci: «La città di Jesi non sia lasciata sola in questa emergenza», ha detto il primo cittadino jesino rivolgendosi al prefetto di Ancona.
Forte è la sua preoccupazione per le evidenti ripercussioni che il danneggiamento al sottopasso dello svincolo ha determinato, con la chiusura della superstrada e il dirottamento del traffico con direzione Roma-Ancona nel centro abitato: «La tipologia dei mezzi in transito – scrive Bacci al prefetto -, la densità del traffico che si genererà nei giorni e orari lavorativi, il tratto di strada interessato dalle deviazioni che attraversa un’area ad elevata densità abitativa con centri commerciali e uffici Asur – tanto per fare qualche esempio – fra Jesi Ovest e Monsano per circa 12 chilometri, richiedono un intervento congiunto straordinario con uno sforzo corale nella gestione di una problematica che evidentemente non può essere gestita in solitudine dall’ente locale».

Nella lettera, inviata per conoscenza a presidente della Regione Marche e presidente della Provincia di Ancona e Anas, il sindaco si dice fiducioso della propensione a ricercare soluzioni anche a breve termine, come quella di una struttura temporanea che permetta di uscire a Jesi Est e di rientrare subito dopo il sovrappassaggio in 7-10 giorni. «Ma – avverte – occorre che ai buoni propositi si dia tempestivamente concretezza, considerando prioritario l’intervento su ogni altra differente programmazione da parte di Anas». Di qui la richiesta al prefetto «di intervenire anche presso tutti gli enti che a qualsiasi titolo possono essere direttamente interessati perché questa città non sia lasciata sola».