Solidarietà, il vescovo Rocconi: «La vicinanza agli ultimi è fondamentale per la Chiesa»

Il Pastore della Diocesi di Jesi ha inaugurato ieri la nuova Casa Alleanza per la gestione delle situazioni emergenziali. «Dove c’è sofferenza non vuol dire che ci sia colpa, così dove c’è tutto non necessariamente vuol dire che c’è merito»

Il vescovo don Gerardo Rocconi

JESI – C’era anche il vescovo Gerardo Rocconi, ieri pomeriggio, all’inaugurazione della Casa Alleanza,  la struttura residenziale a carattere comunitario di viale Papa Giovanni XXIII dedicata a gestire le situazioni emergenziali (leggi l’articolo). È stato lui stesso a ribadire i valori positivi della solidarietà e della fratellanza, evidenziando l’incommensurabile lavoro svolto dalla Caritas in città e dai suoi volontari.

Vescovo Rocconi, quanto è importante la vicinanza agli ultimi?
«Per la Chiesa vivere la vicinanza agli ultimi è fondamentale – risponde Rocconi -. Chiamata ad essere missionaria, cioè ad annunciare il Vangelo, la Chiesa sa che la via migliore è vivere la carità, così come il Signore ha insegnato: “Da questo riconoscerete che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri”. La Chiesa Jesina, prima di essere jesina, è Chiesa. Per cui sa di essere chiamata a vivere la vicinanza agli ultimi. Poi è chiaro che ogni comunità avrà il suo percorso, ma ogni comunità cristiana necessariamente deve caratterizzarsi per la sua vicinanza a chi è nel bisogno».

La Diocesi è spesso a contatto con la povertà. Qual è la situazione su questo territorio?
«Le situazioni di povertà sono tante. Jesi si trova ad avere tutti  i problemi che sono dell’intera nazione, con tante famiglie, pertanto, in povertà o  in difficoltà varie. È chiaro che l’attività caritativa si rivolge in modo particolare agli ultimi degli ultimi, cioè  a chi non ha nulla, o il suo bisogno è drammatico. Là dove c’è una famiglia con bambini e non c’è lavoro, dove c’è malattia, dove c’è disperazione… qui  sono gli ambiti in cui la Caritas si trova maggiormente impegnata».

Negli ultimi mesi sono aumentati i casi di xenofobia e razzismo, che idea si è fatto?
«La paura e il timore che chi arriva possa togliere qualcosa, oppure quell’identificare immigrato con insicurezza e criminalità, porta tanti ad avere atteggiamenti xenofobi. È vero che i problemi ci sono, ma è anche vero che spesso, ad arte, vengono amplificati. I poveri disturbano, non vorremmo nemmeno vederli. E invece dovremmo imparare anzitutto a leggere la nostra vita come un dono: ciò che abbiamo dovremmo vederlo come un dono. Solo così nasce la capacità di condivisione. Dove c’è sofferenza non vuol dire che ci sia colpa, così dove c’è tutto non necessariamente vuol dire che c’è merito. Per questo la solidarietà  è fondamentale. E chi è o ha di più non può chiudere il cuore a chi ha di meno».

Cosa fa la Chiesa per integrare, e cosa può ancora fare?
«Noi finora in questa riflessione abbiamo parlato di servizi, di aiuti. Questa domanda mi permette di ricordare  che noi dobbiamo distinguere fra Caritas e Servizi Caritas. A Jesi i Servizi Caritas sono portati avanti da una Fondazione che ha una sede in via Papa Giovanni, accoglie, gestisce una mensa, gestisce un dormitorio e tante altre cose».

E qual è, allora, la funzione della Caritas?
«La Caritas è una dimensione della Chiesa diocesana che ha il compito della animazione nel senso ampio della parola: sensibilizzare, educare, pregare, studiare, far conoscere, esortare affinchè tutta la comunità comprenda che la solidarietà non va delegata, ma che ogni persona, ogni credente deve sentirsi in debito verso chi è in difficoltà. Credo che quello che possiamo fare noi per favorire l’integrazione di chi viene, è offrire e vivere in atteggiamento di accoglienza, senza paura e senza pregiudizio».

Cosa chiede alle istituzioni?
«Sono contento di poter dire che a Jesi è cominciata una bella collaborazione fra le Istituzioni, in particolare ASP9 e altri enti. La cosa migliore è sempre quella di lavorare insieme, senza arrivismi, senza tentare di essere il primo della classe, consapevoli che di fronte alla sofferenza  degli uomini è necessario solo dare risposte concrete e soprattutto sincere».

I prossimi appuntamenti del vescovo Gerardo Rocconi:

Mercoledì 21 novembre, giornata delle claustrali
Ore 7.15: Monastero Carmelitane, S. Messa
Ore 10.00: Santuario delle Grazie, S. Messa con i Carabinieri nella festa della Virgo Fidelis
Ore 15.30: Monastero delle Clarisse, S. Messa

Giovedì 22 novembre
Ore 9.30: Seminario, Aggiornamento Clero
Ore 21.00: Incontro c/o Casa don Bosco

Venerdì 23 novembre
Ore 10.00: Riunione Consiglio della Biblioteca

Sabato 24 novembre
Ore 10.30: Manifestazione c/o Gai-trasporti
Pomeriggio: Palazzo Convegni, Convegno su Discriminazione

Domenica 25 novembre
Ore 10.00: Parrocchia Sacro Cuore, S. Messa
Ore 15.30: Palazzo dei Convegni, incontro con i catechisti
Ore 18.30: Cattedrale, S. Messa e mandato dei Catechisti
Ore 21.00: Episcopio, Lectio Divina

Martedì 27  novembre
Ore 14.30-18.30: Duomo, il Vescovo riceve per colloqui e confessioni
Ore 21.00: Parr. S. M. Kolbe, S. Messa nella Festa della Medaglia Miracolosa

Mercoledì 28 novembre, giornata delle claustrali
Ore 18.00: Collina, S. Messa e incontro con i volontari di Voce Vallesina

Giovedì 29 novembre
Ore 11.30: c/o Vecchio Ospedale, Inaugurazione nuova sede del SERT
Ore 18,15: Incontro con i pellegrini in Terra Santa

Sabato 1 dicembre
Ore 9.30: Convegno AVULSS nel trentennale di fondazione

Domenica 2 dicembre
Ore 10.30: Piagge, Riapertura della Chiesa e S. Messa
Ore 21.00: Episcopio, Lectio Divina