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Jesi

Jesi, Azienda Servizi alla Persona: il saluto del presidente Sergio Mosconi

Con qualche mese di anticipo rispetto alla scadenza naturale che sarebbe stata il prossimo ottobre, il bilancio alla fine del mandato alla guida dell'Asp Ambito IX

Sergio Mosconi, presidente uscente dell'Asp Ambito IX

JESI – «Questi quattro anni e mezzo di presidenza sono passati molto in fretta. Quando il tempo scorre veloce significa che quello che si è fatto è avvenuto con partecipazione e soddisfazione. Auguro a chi mi sostituirà di contribuire a migliorare ancor di più quello che è stato fatto e di fare dell’Asp9 sempre più un punto cardine dell’attività sociale su area vasta nel territorio». È il saluto di Sergio Mosconi, presidente uscente dell’Asp Ambito IX, che anticipa così di qualche mese la scadenza naturale del proprio mandato, altrimenti prevista per il prossimo ottobre.
Un saluto che Mosconi affida da una parte ad una lettera – «La mia esperienza in Asp 9 è stata interessante, stimolante, piena anche di begli eventi, e di qualche risultato significativo di cui preferisco in questa sede non fare elenco» scrive – ma anche tracciando a margine un bilancio di quanto maturato dal 2015 ad oggi. Lunedì prossimo 18 maggio la riunione dell’assemblea dei socia dell’Asp per eleggere il nuovo Cda.

Sergio Mosconi, a sinistra, insieme al direttore dell’Asp Franco Pesaresi

«In questi anni – ricostruisce il presidente uscente dell’Azienda Servizi alla Persona – abbiamo assunto come Asp la cura delle case di riposo di Jesi e Cingoli e poi di Staffolo e Apiro, mettendole in rete su un unico tavolo e con una gestione omogenea. Resta, importante, il tema dei posti in attesa, segno di un bisogno sempre crescente: il 40-50% delle richieste non lo si riesce neppure a esaminare in tempi congrui, causa la mancanza di personale. Abbiamo posto le basi di un percorso che riesca a portare nella struttura di Jesi venti posti di Rsa, con una capienza complessiva che sarà a quel punto di 140-150 posti. Ma tanto più l’emergenza di questi giorni ci insegna come sarà importante in futuro dare risposte in campo socio-sanitario, prima che i problemi diventino solo sanitari e con costi maggiori».

L’inaugurazione del centro diurno per malati di Alzheimer a Jesi tre anni fa

Prosegue nel suo resoconto Mosconi: «Un bilancio di poco meno di 13 milioni di euro nel 2015, gestisce oggi nel 2020 risorse per oltre 22 milioni, con un incremento del 73%. Di 64 unità – 42 a tempo indeterminato e 22 a tempo determinato – il personale diretto, con un indotto che arriva intorno alle 470 persone. In questi anni sono stati aperti il Centro Alzheimer e la Casa delle Genti, dove abbiamo anche cercato di dare un seguito di integrazione all’accoglienza e alla assistenza dei senza tetto, abbiamo gestito redditi di inclusione e di cittadinanza, i progetti prima Sprar e poi Siproimi – per numeri fra i più grandi d’Italia – sul fronte migranti. L’aver dato giusta attenzione alla parte amministrativa del nostro personale, ci ha permesso di farci trovare pronti nel momento in cui ci siamo trovati in questi giorni a gestire l’erogazione dei buoni alimentari».

Mosconi mette quindi in evidenza i rapporti avviati con associazionismo, volontariato e scuole, l’iniziativa della Fondazione di comunità Vallesina Aiuta onlus, «l’esserci fatti conoscere e l’aver conosciuto un territorio che ora sa cosa è l’Asp» dice Mosconi. Quanto al saluto anticipato, Mosconi – che ha ricoperto la carica in questi anni senza ricevere alcun emolumento – spiega: «Ci siamo accorti che tre componenti su cinque del Cda sono andati in scadenza lo scorso 29 aprile e, da Statuto, il decadere di oltre la metà dei membri comporta il rinnovo del Cda. L’ho comunicato al sindaco di Jesi Massimo Bacci, dicendogli di sentirsi pienamente libero di fare, come ha fatto, le sue scelte».

Scrive nel suo saluto Mosconi: «In Asp 9 si può lavorare con profitto, confrontarsi a buon livello, sentire la passione per il proprio lavoro di referenti e addetti. Una esperienza non certo banale in cui si ha la possibilità di crescere insieme a chi interagisce con te su temi a volte molto complessi. Devo dunque ringraziare, e non per forma, tanta gente a cominciare dalla Vicepresidente e dai Componenti del Cda che si sono succeduti, al Direttore Pesaresi, con cui ho lavorato sempre nel reciproco rispetto dei ruoli e con il massimo confronto e collaborazione, alla Segretaria amministrativa, ai Responsabili U.O.C. , al personale sia a tempo indeterminato che determinato, ai rappresentanti delle cooperative e del Terzo settore e ai Presidenti che si sono succeduti dell’Assemblea dei soci insieme a tutti i suoi componenti. Un ringraziamento naturalmente va al sindaco Bacci che ha pensato a me per questa esperienza e agli assessori con cui ho collaborato come rappresentanti del Comune capofila».

Infine, «concludo con un mio preciso pensiero che dico ogni volta che posso, in ogni sede. Occorre, e quanto è successo negli ultimi due mesi ne è l’assoluta riprova, che ci sia una nuova legge 833 per il servizio sociale integrato con quello sanitario. Senza servizi sociali territoriali efficienti, integrati con i servizi sanitari, aperti al contributo del mondo del volontariato e con esso coordinati, con finanziamenti stabili, congrui, e adeguati, una società civile con le caratteristiche di quella italiana fa fatica ad essere veramente civile, perché essere civili sino in fondo significa dare risposte agli ultimi e a chi ha bisogno e considerarle prioritarie. Tutto questo crea anche lavoro, buona occupazione, competenze, spazio di crescita professionale per i giovani e lega le vecchie e le nuove generazioni. Un progetto vero e sano per il futuro in cui al centro ci sono le persone. Continuiamo a farlo, buon lavoro a tutti e Grazie. Sergio Mosconi».