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Jesi

Jesi, il sindaco Bacci sul lascito Morosetti: «La politica deve assumersi responsabilità»

Il primo cittadino difende con forza la scelta di accogliere i 2 milioni di euro di eredità del fumettista per spostare la fontana dei Leoni. «E per aiutare i più fragili». Perplessa l'opposizione

Piazza Federico II e la fontana dei Leoni

JESI – Lascito Morosetti, l’amministrazione tira dritto. Entro gennaio, il comitato dei garanti si esprimerà sulla proposta di referendum abrogativo avanzata da dieci cittadini, supportati da Pd e da Jesi in Comune.

Nessun ripensamento da parte del sindaco Massimo Bacci. «Se un privato dona al Comune 2 milioni di euro, un amministratore serio e responsabile non cade nel tranello di una vetero ideologia, ma pensa a come spenderli per il bene della comunità – sostiene -. Consapevole che Morosetti, con il suo generoso gesto, ha semplicemente agevolato la soluzione di un dibattito che da oltre tre decenni si sviluppava sulla fontana, con amministratori e rappresentanti del mondo culturale convinti di una scelta impedita solo dalla mancanza di risorse a disposizione. Con l’aggiunta di altre risorse, tante, che abbiamo voluto destinare ancora una volta ai più fragili per abbattere la montagna di barriere architettoniche presenti in città (anche qui è disarmante guardare come questo tema sia stato affrontato da chi ci ha preceduto) e per valorizzare spazi importanti del centro storico, a partire proprio dalle due piazze oggetto del contendere della fontana stessa. C’è chi ha invocato un referendum – tra l’altro impossibile per i tempi che ne conseguivano – per scaricare sui cittadini la responsabilità di una scelta che dovrebbe essere invece in capo a chi, proprio dai cittadini, è stato eletto per compiere le scelte. L’ennesima contraddizione di una politica dove l’assunzione di responsabilità è sempre più schivata per non scontentare nessuno e lasciare tutto come sta».

Di tutt’altro parere, il Pd. «Lo spostamento desiderato da Morosetti non è mai stato parte del programma dell’Amministrazione Bacci. Non ha mai fatto nemmeno parte del suo programma dei lavori pubblici. Nessun cittadino di Jesi lo ha mai acconsentito, votandolo. La modifica delle due piazze che più rappresentano il tratto identitario di Jesi avrebbe avuto bisogno dell’espressione del consenso degli jesini. A questo serviva il referendum. Così non è stato, purtroppo. La nostra proposta è stata bocciata. Si è dato il via libera alla corsa per lo spostamento. Ma non molliamo. Utilizzeremo ogni possibilità che ci è offerta dagli strumenti democratici per questa battaglia politica ed istituzionale. Confidiamo soprattutto nell’aiuto di ogni tessuto vivo della nostra città, di tutti coloro che non siano disposti ad accettare passivamente che le voci della democrazia cedano il passo alle ragioni dell’economia».

«Rinunciare alla donazione di Morosetti, non significa perderla, ma devolverla a realtà associative meritevoli come ad esempio la Lega del Filo d’Oro – affermano da Jesi in Comune -. Questo è previsto infatti dal testamento del nostro generoso concittadino, qualora non vi fossero le possibilità e le volontà di realizzare lo spostamento in tempi oltretutto molto brevi (la fine dei lavori dovrebbe essere in luglio 2021). Nel conto manca poi la riprogettazione ed il rifacimento delle due piazze, ma c’è solo la toppa a piazza Federico II. I costi delle opere che dicono di finanziare con i fondi inutilizzati, sono in realtà molto più elevati».