Sgarbi show sui monumenti a Federico II e a Pergolesi

Per il critico d'arte, il primo dovrebbe "rimanere lì dov'è", ovvero nella zona di Porta Bersaglieri fuori le mura cittadine, mentre non esclude uno spostamento tattico per il secondo, almeno "in linea di principio"

JESI – Un “mammozzo di bronzo” il monumento di Federico II di Hohenstaufen a Jesi, di “ottima qualità, elegante e significativo” ma “non abbastanza in vista” quello invece dedicato a Giovanni Battista Pergolesi lungo Corso Matteotti. Per questo, secondo il critico d’arte Vittorio Sgarbi, il primo dovrebbe “rimanere lì dov’è”, ovvero nella zona di Porta Bersaglieri fuori le mura cittadine, mentre non esclude uno spostamento tattico per il secondo, almeno “in linea di principio”.

Vittorio Sbarbi è tornato a manifestare la sua affezione per i tesori d’arte delle Marche, regione in cui il critico d’arte è sempre di casa. Lo ha fatto ieri da Cesena, immerso tra i tesori della Galleria dei dipinti antichi della Fondazione della Cassa di Risparmio di Cesena, al termine di un affollatissima lezione di storia dell’arte a Palazzo del Ridotto sulla figura femminile nelle opere di Caravaggio a Cagnacci. Sollecitato sull’imminente apertura, appunto a Jesi del Museo Federico II Stupor Mundi all’interno dello storico Palazzo Ghislieri nella piazza dove il grande Imperatore è nato – un progetto ideato e sostenuto dall’Ing. Gennaro Pieralisi con il contribuito di Fondazione Marche (inaugurazione il 1 luglio) – il critico d’arte ha espresso il suo desiderio di realizzare a Jesi una mostra di tesori federiciani. E in questa occasione, è tornato anche ad esprimere un parere sui due monumenti cittadini in vista dei ventilati spostamenti. Un tema, quest’ultimo, che si affaccia periodicamente nell’agone della politica jesina, e sul quale lo stesso Sgarbi si era espresso in passato stigmatizzando la moda dello spostare i monumenti. Il video di questo suo intervento, nel quale aggiunge qualcosa di nuovo sul tema, è stato postato oggi sulla pagina facebook dell’assessore alla Cultura di Jesi, Luca Butini, e sta già facendo rumore.

Vittorio Sgarbi durante la visita nella Galleria della Fondazione della Cassa di Risparmio di Cesena

“Nell’ambito degli incontri con (Gennaro) Pieralisi per Federico II – spiega Vittorio Sgarbi nel video – io ho manifestato un grande interesse per la figura di Federico II e alla esposizione di una serie di originali non impossibili da reperire tra i grandi musei stranieri, le collezioni private, Capua. Mi sono trovato a discutere con lui sull’alternativa di un museo virtuale che è quello che io guardo con minore interesse, e su cui ovviamente si potrà fare tutto quello che è legato alla didattica, ma è diverso da una mostra che io auspico di fare soprattutto a Jesi, e con pezzi importanti che mostrano il primo momento della rinascita italiana che coincide con Federico II. Quella rinascita è legata ad opere di tale finezza che mi sembravano, in un secondo motivo di discussione, in contrasto con una scultura di bronzo, che sta fuori della porta, che rappresenta Federico II ma da uno scultore talmente debole, talmente poco rappresentativo, da non rappresentare Federico II e segnare nei confronti di una grande mostra o anche ad  Museo Virtuale, una situazione di contrasto, quindi ho detto ‘lasciamolo lì’ nel pensiero che Pieralisi od altri volessero – per onorare in buonafede Federico II – spostare quel mammozzo di bronzo e lì mi sono limitato”.

Aggiunge Sgarbi: “Non ricordavo e non ricordo, ma l’ho visto in fotografia, il monumento a Pergolesi che mi sembra invece di ottima qualità, un monumento ottocentesco elegante e significativo, che mi pare assolutamente logico possa essere messo in una posizione migliore. Chiaro che spostare i monumenti spesso non è giusto perché hanno una loro collocazione storica, ma il mutamento della direzione di una strada, l’apertura di una piazza e situazioni contingenti – che non vogliono dire una rottura dell’equilibrio urbanistico preesistente – possono avere anche una logica che io non mi sento di contrastare non avendo fatto nessun pensiero relativo al monumento a Pergolesi. Mi pare di capire dai prospetti – e ci penserà la Sovrintendenza – che lo spostamento non sia una cosa negativa, che delimiti uno spazio nuovo per una piazza, ma soprattutto che, in onore ad un grande italiano che è Pergolesi, faccia vedere meglio quel monumento che io non ho mai visto; vuol dire che il monumento era sicuramente importante e sicuramente significativo ma non tanto da farsi vedere ad uno che è andato almeno trenta volte nella vita a Jesi. Quindi se il nostro obiettivo è fare un monumento a Pergolesi occorre che il monumento si veda, e nella posizione in cui si presume di poterlo collocare nel nuovo intervento, dietro l’abside della Chiesa, è molto più visibile a onore di Jesi e a onore di Pergolesi. Per questo dico: sono pronto a fare polemiche che io condivido, trovarmi in una polemica su una materia che non conosco e non conoscendo neppure il monumento perché non era abbastanza in vista mi fa pensare che forse è giusto metterlo in vista. Non voglio con questo dare un giudizio definitivo sulla questione, ne riparleremo, ma non è materia su cui fare uno scontro elettorale perché mi pare una buona intenzione da parte dell’amministrazione dare miglior luce, migliore evidenza al personaggio più importante, dopo Federico II, che rappresenta la città di Jesi; e quindi mettere in migliore vista il monumento mi sembra una cosa che abbia una sua positività di principio, poi vedremo nell’attuazione ma è diverso da una questione che investe l’altro monumento gnoccoso di Federico II, che non gli rendeva onore”.