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Jesi

Jesi, lo sfogo di un cittadino del centro: «Prigioniero a casa mia»

Dita puntate contro la zona pedonale parziale e i paletti comparsi su alcune vie che, secondo il residente, creano un ostacolo anche ai mezzi di soccorso

JESI – Paletti a delimitazione della zona pedonale del centro storico, un residente si sfoga. «E così, da un giorno all’altro, apprendo di essere “in galera”», le parole di Marco Falcetelli.

«La “zona pedonale parziale” sembra essere diventata “parzialmente definitiva” – osserva -. Tutte le vie che nel Regolamento Comunale figurano come “zona pedonale parziale” sembrerebbero diventare, di fatto, “zona pedonale totale”, nella loro interezza o in parte, con “l’aggravante” della “strada senza sbocco”. Con la situazione paradossale della via dove risiedo, già modificata come via a senso unico con senso di marcia a scendere da Corso Matteotti verso Via Cavour, dove cittadini, professionisti e commercianti risultano “materialmente” impossibilitati ad accedere “in modo legittimo” (leggasi: senza commettere infrazioni) alla propria residenza/luogo di lavoro: infatti come unica possibilità rimane imboccare la via da via Cavour… contromano. Non voglio neanche pensare a me stesso che, da disabile, avrei “qualche diritto” (sancito anche dal Regolamento, ma pazienza) ma se dovesse esserci bisogno di far passare mezzi di soccorso in quelle vie, che siano questi ambulanze o vigili del fuoco che facciamo ora che ci sono questi impedimenti fisici all’accesso/uscita? Perché, è bene ricordarlo, l’accesso a Corso Matteotti sarà inibito da “paletti mobili” che si spera funzionino sempre e per sempre… ma se non dovessero farlo? Grazie a questa “mossa” non esistono più “ingressi alternativi”».

Falcetelli si chiede pertanto se sia possibile «legare le attività commerciali di Corso Matteotti, le attività dei professionisti e la vita dei residenti a “speranze”? È possibile ignorare totalmente l’esistenza dei disabili (si lo so a questa il più delle volte si risponde “si tanto non tocca a me”)? È possibile, in caso di emergenza, “andare a prendere le chiavi in Comune” (questa sarebbe la “procedura”, secondo un operaio)? 24 ore al giorno, 7 giorni a settimana? Da Cittadino mi chiedo sulla base di quale delibera sia stata fatta “questa mossa”, dato che non risultano modifiche al Regolamento Comunale. Di quali lavori? Mi verrebbe da pensare ai lavori “conclusivi” del restyle di Corso Matteotti, ma pare evidente anche dalle sole foto (chi vive Corso Matteotti lo sa già di suo) che le vie interessate avrebbero bisogno di ben altri lavori, prima e al posto dei “paletti”».