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Jesi

Servizi sociali e coronavirus, a Jesi un numero per ottenere risposte

Sarà operativo dal 27 marzo. Aperta h24 la Casa delle Genti. Sul fronte della disabilità i servizi urgenti vengono garantiti a domicilio per 9 soggetti in attesa delle mascherine. L'assessore Quaglieri: «In crescita le persone in difficoltà che non sanno più a chi rivolgersi, priorità assoluta indirizzarle»

L'assessora ai servizi sociali, Marialuisa Quaglieri

JESI – Non spezzare il filo dei servizi sociali e del supporto ai più fragili anche nel pieno dell’emergenza Coronavirus. È per questo che Comune di Jesi e Asp Ambito 9 hanno deciso di attivare un servizio telefonico di pronto intervento sociale: il numero telefonico 379 1834886 sarà operativo dal 27 marzo e i cittadini (dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13, e i martedì e giovedì anche di pomeriggio dalle 15 alle 17) vi si potranno rivolgere per ottenere informazioni.

Un’assistente sociale fornirà risposte sui servizi sociali attivi e attivabili, raccogliendo le richieste di persone in difficoltà e orientandole. Spiega l’assessora ai servizi sociali Marialuisa Quaglieri: «È in costante crescita il numero delle persone in difficoltà che non sanno più a chi rivolgersi. Per questo abbiamo voluto fortemente questo nuovo servizio. Poter individuare un referente unico, competente e professionalizzato come un’assistente sociale, in grado di valutare le situazioni e indirizzare le famiglie verso i servizi più opportuni, diventa una priorità assoluta».

Tanti i fronti di emergenza nella risposta alle fragilità, anche e non solo economiche. «Con l’impossibilità di spostarsi, anche chi svolgeva qualche lavoro occasionale o saltuario, comincia ad essere in difficoltà- evidenziano dal Comune- si è rafforzata l’operatività dell’assistenza tramite aiuti economici, valutando le situazioni più urgenti che cominciano ad essere diverse. È stata inoltre autorizzata l’apertura straordinaria della Casa delle genti 24 ore su 24 per permettere agli ospiti di “restare a casa” e uscire solo per estrema necessità». I Centri diurni come quello per l’Alzheimer o per le persone con disabilità sono chiusi dallo scorso 11 marzo e anche il fronte dell’assistenza domiciliare sconta riduzioni e contrazioni legate al momento. «Sul fronte della disabilità– fa sempre sapere il Comune- i servizi urgenti vengono garantiti a domicilio per 9 soggetti sulla base dei presidi (in particolare mascherine) attualmente a disposizione. Qualora la fornitura ordinata dalla cooperativa che gestisce il servizio dovesse arrivare, tale servizio sarà attivato anche per altre famiglie in ordine alla priorità o gravità in accordo con i servizi specialistici».

Su quest’ultimo punto si era anche acceso nelle scorse settimane lo scontro fra Asp e cooperativa. A livello regionale il Gruppo Solidarietà ha calcolato che siano circa 2.300 gli utenti dei Centri diurni, 2.500 le persone che usufruiscono di assistenza domiciliare alla persona e assistenza educativa ai disabili, 2 mila quelle interessate dalla assistenza domiciliare agli anziani. E lo stesso Gruppo Solidarietà aveva richiamato l’importanza in questa fase proprio di mantenere un possibile contatto con utenti e famiglie a rischio “abbandono”.

«Altra notizia importante – aggiunge la Quaglieri – è quella legata alla consegna dei farmaci a domicilio. Il protocollo che abbiamo condiviso con medici di base, farmacie, Croce Rossa e associazioni di volontariato, e che per certi versi è stato antesignano rispetto alle disposizioni nazionali, risulta così efficace e puntuale che ora anche la farmacia del Carlo Urbani ne è coinvolta per la consegna a domicilio di quei particolari medicinali che vengono preparati direttamente nella stessa farmacia dell’ospedale. Ne approfitto per ringraziare di cuore tutti i protagonisti di questa iniziativa che sta dando una risposta efficace e puntuale a tante famiglie».