Sensibilità e tenerezza, la scrittrice Cinzia Perrone racconta il suo lavoro

La socia dell'associazione culturale Euterpe, originaria di Napoli, risiede ormai a Jesi da dieci anni: «Scrivo da sempre ma con grande umiltà»

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Cinzia Perrone
Cinzia Perrone

JESI – Originaria di Napoli ma residente a Jesi da dieci anni, Cinzia Perrone è una scrittrice socia dell’Associazione Culturale Euterpe che organizza numerose iniziative in città legate alla letteratura e alla scrittura. Nei romanzi di Cinzia Perrone c’è molto della sua vita: sofferenze e difficoltà ma anche, e soprattutto, speranza «quella che serve per andare avanti, per guardare il futuro con serenità».

Cinzia, quando ha iniziato a scrivere?
«Mi è sempre piaciuto scrivere, lo faccio per me, per sentirmi realizzata. Quando avevo iniziato a scrivere l’Inatteso, prendendo spunto dalla storia vera di un mio antenato, ho perso mio fratello e per me è stato un colpo durissimo. Da questo episodio ha preso il via un altro libro “Mai via da te” in cui racconto, con malinconia, i momenti più drammatici legati all’ultimo periodo della sua vita. Il messaggio che ho voluto dare al lettore è però di speranza, improntato alla positività. Come dice il titolo del libro, lo porterò sempre con me».

È un libro a cui tiene molto?
«Si, è il libro a cui tengo di più. “L’Inatteso” invece è stato il lavoro più complesso: la storia è quella della vita di due famiglie che si incrociano e parte da una storia vera, quella di un trisavolo di mia nonna che viene adottato perché trovato da una famiglia benestante. Quando in questa famiglia arriva un figlio naturale, a lui viene cambiato cognome: si chiamerà Indigeno. Una storia antica ma modernissima che ho dedicato alle famiglie, perché la famiglia è ovunque ci sia amore».

Con l’Associazione Culturale Euterpe ha presentato alcuni dei suoi libri, è difficile lavorare in questo settore?
«Si, purtroppo. Le persone difficilmente acquistano libri e nemmeno li prendono in prestito, eppure Jesi ha una biblioteca fornitissima».

Ormai sono dieci anni che vive a Jesi, come si trova?
«Sono venuta a Jesi nel 2008 da Napoli: da una città enorme sono venuta a vivere con la mia famiglia in questa cittadina a misura d’uomo. Sicuramente sono due realtà molto diverse e i pregiudizi sono tanti e ovunque ma sono convinta che le persone in gamba li possono superare facilmente».

Oltre ai libri di cui abbiamo parlato ha anche scritto una raccolta di poesie “Capelli al vento”. Progetti futuri?
«Ci vuole tempo per buttare giù le idee ma qualcosa ho in mente, sarà un romanzo».