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Jesi

Scavi Piazza Colocci, venerdì il laser scanner

Intanto a Jesi prosegue la pulizia del sito. Gli archeologi Matteo Tadolti e Alessandro Biagioni sono all'opera per pulire e conservare i reperti da consegnare alla Soprintendenza. Rimosso il cavo della Telecom che attraversava in diagonale l'intera area

Gli archeologi Matteo Tadolti e Alessandro Biagioni mentre puliscono i reperti
Gli archeologi Matteo Tadolti e Alessandro Biagioni mentre puliscono i reperti

JESI – Negli scavi di Piazza Colocci sono due gli elementi di novità: venerdì prossimo, 20 ottobre – sempre tempo permettendo – sarà effettuato il laser scanner sull’intero sito archeologico; la Telecom ha acconsentito alla rimozione del cavo – avvenuta un paio di giorni fa – che tagliava diagonalmente gli stessi scavi. Cavo che è ricoperto di piombo ed emana anche un forte odore di catrame.

Il cavo della Telecom rimosso un paio di giorni fa
Il cavo della Telecom rimosso un paio di giorni fa

«Così siamo riusciti a togliere la terra – ha spiegato l’archeologo Matteo Tadolti – e stiamo ripulendo tutto dopo lo stop di un mesetto, proprio in vista della scansione laser di venerdì».

A quel punto «noi saremo a posto e la questione passerà in mano a Comune e Soprintendenza che stanno decidendo il da farsi: chiudere o lasciare alla vista quanto emerso».

Il rilievo tridimensionale, che durerà probabilmente per l’intera giornata, sarà eseguito dalla “Perigeo Solution” di Castelraimondo, il cui amministratore è il geologo jesino Daniele Stronati.

I reperti asciutti imbustati e conservati
I reperti asciutti imbustati e conservati

Sarà utilizzata un’apparecchiatura di ultimissima generazione – fanno sapere dalla società – in grado di generare una nuvola di punti ad altissima precisione con la possibilità di associare a quest’ultima l’informazione del colore registrata da una fotocamera digitale integrata.

I professionisti al lavoro opereranno in due distinte fasi «la prima sarà di acquisizione dei mass data georeferenziati, quindi seguiranno le operazioni di post-elaborazione per la ricostruzione e l’esatta riproduzione di tutte le strutture architettoniche del quartiere medioevale rinvenuto nei pressi del palazzo della Signoria di Jesi».

L’obiettivo è la conservazione storica attraverso un’accurata copia digitale tridimensionale di tutta l’area interessata dagli scavi.

La pulizia dello scavo in vista del laser scanner di venerdì
La pulizia dello scavo in vista del laser scanner di venerdì

«In queste ore stiamo lavando tutti i materiali ceramici – spiega ancora Tadolti affiancato dall’altro archeologo, Alessandro Biagioni -, quindi gli stessi vanno spazzolati, non si possono lasciare sporchi di terra. Altrimenti non possiamo consegnarli in Soprintendenza. Questa è la procedura».

Vetro, ossa e metalli, invece, vanno lasciati dove sono, ci penseranno i restauratori. Stamattina, 18 ottobre, su un tavolino erano sparsi i reperti ceramici i quali, a mano a mano che si asciugavano, venivano imbustati e probabilmente conservati in un vicino magazzino in attesa di prendere la strada verso Ancona.

«Avevamo provato a fare un ultimo saggio di scavi – dice ancora Tadolti – un mesetto fa, al centro, perché esiste una pianta catastale dove viene descritta una cavità che va da Palazzo Bisaccioni a Palazzo della Signoria. Volevamo provare a trovarla ma non ci siamo riusciti perché evidentemente si trova a 8-9 metri di profondità e noi non possiamo arrivarci».