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Jesi

Gli scacchi protagonisti a Jesi. «Più di un gioco, maestro di principi come il controllo dell’impulsività»

Successo per il primo torneo jesino di scacchi. Tra i partecipanti tanti giovanissimi. L’organizzatore Luigi Ramini: «Ora al lavoro per farlo diventare un appuntamento fisso»

JESI – Dopo aver passato i mesi invernali ad allenarsi, il 23 luglio allo “Sbarello”, bar dei giardini pubblici di Jesi, giocatori di tutte le età si sono sfidati nella finale del 1° Torneo Jesino di Scacchi 2022.
L’organizzatore, l’istruttore federale Luigi Ramini, ha deciso di organizzare a Jesi questo torneo nella speranza che diventi una tradizione e che possa continuare negli anni, specialmente vista la crescente popolarità degli scacchi anche tra i giovanissimi. Lo abbiamo intervistato.

Come si è affacciato al mondo degli scacchi?
«Ho imparato a giocare da mio padre quando avevo circa otto anni, poi crescendo e continuando a sviluppare la mia tecnica, ho iniziato a partecipare a tornei all’età di sedici anni, età più avanzata di quella dei bambini che iniziano ad approcciare ai tornei oggi, molti anche di sei o sette anni».

Come nasce l’idea di un torneo a Jesi?
«Lo scorso inverno ho organizzato dei corsi di scacchi per adulti al Circolo Endas e all’Oscar Wilde Irish Pub di Jesi che hanno avuto una buonissima risposta. Quindi a gran richiesta d’estate ho organizzato questo ‘campionato jesino’ coinvolgendo sia i partecipanti del corso, che altri giocatori della città. La divisione dei premi è stata per categorie d’età, ma la caratteristica originale e a mio parere più interessante del torneo è stato il fatto che anche i giocatori giovanissimi e più inesperti abbiano avuto la possibilità di misurarsi con giocatori più grandi e, almeno sulla carta, più forti. Questo metodo alternativo ha inoltre riservato molte sorprese, rivelando la bravura di alcuni giovani giocatori e ricordando a tutti una delle regole fondamentali del gioco: l’avversario non va mai sottovalutato. Nonostante questo il clima non è mai stato di competitività, tutti si sono divertiti a giocare e sono nate tantissime amicizie».

Pensi che gli scacchi siano più di un semplice gioco? Ci sono degli insegnamenti che possono darci e che dovremmo portare con noi nella vita?
«Certamente, gli scacchi possono avere un valore pedagogico, infatti sono formati da principi che li rendono adatti anche a progetti con scopo terapeutico. Alcuni di questi principi sono: il rispetto dell’avversario, il rispetto delle regole, il controllo dell’impulsività, errore che spesso viene pagato caro e, soprattutto, imparare dai propri errori».

Ha dei progetti per il futuro che riguardano gli scacchi?
«Vorrei innanzitutto collaborare con altri locali jesini ed estendere così la rete dei corsi invernali e riproporre annualmente il torneo estivo in più tappe. A settembre, inoltre, uscirà un libro scritto da me intitolato Scacco al Re!. Si tratterà di un libro per ragazzi pubblicato dalla casa editrice Raffaello. Non sarà un semplice manuale di scacchi, ma un romanzo di cui saranno protagonisti quattro ragazzini, uno dei quali insegnerà agli altri a giocare a scacchi. La novità è che dal libro sarà possibile accedere a delle video lezioni fatte da me come ripasso degli argomenti trattati».

I vincitori del torneo tenutosi a Jesi sono divisi per categorie, e il primo premio assoluto è stato assegnato a Riccardo Bottegal, insegnante di violino originario del Veneto, residente a Jesi. Ecco cosa che ha raccontato.

Bottegal, com’è nata la passione per gli scacchi?
«Questa passione è iniziata da bambino, poi dopo averla accantonata per diversi anni ho ripreso a giocare grazie a Luigi Ramini conosciuto tramite un coro in cui cantava. Dopo aver partecipato d’inverno al suo corso mi ha proposto di partecipare al torneo».

Come hai trovato questa esperienza?
«Per me è stata una bellissima esperienza resa ancora più speciale da questa vittoria inaspettata, infatti è stato il mio primo torneo. Ho trovato stimolante confrontarmi con persone di tutte le età, mi ha fatto molto piacere vedere che ci sono tanti ragazzi giovani che si approcciano al mondo degli scacchi anche con risultati non indifferenti. Tra i giocatori con cui mi sono confrontato quello che mi ha dato più filo da torcere è stato Mattia Sgardi, ragazzo molto bravo di diciannove anni. Per tutto il campionato ci siamo contesi la vittoria avendo sempre punteggi simili e lui alla fine si è classificato al secondo posto. Grazie al torneo e al corso di Luigi Ramini abbiamo formato a Jesi un gruppo di persone che condivide la stessa passione e spero che riusciremo a rimanere tutti in contatto per condividere altre bellissime esperienze come questa».

Qui in seguito la lista dei vincitori divisi per categorie:
Mattia Sgardi, classificato primo della “categoria allievi” e diretto inseguitore di Riccardo: fino all’ultimo torneo Riccardo e Mattia si sono contesi la vittoria finale. (foto di una delle “finali tra Mattia e Riccardo)
Prima classificata categoria femminile è stata Giuseppina Scuppa, che diventa praticamente la “Regina degli Scacchi” di Jesi.
Campione Under 8 si è classificato Baiocco Davide, che nonostante la giovanissima età si è battuto senza timore con ragazzini e adulti tutti ovviamente più grandi di lui.
Campione under 10 Cristian Coppari. In due tornei su 3 è arrivato tra i primissimi posti assoluti, prendendo premi che in teoria si pensava fossero riservati solo a giocatori adulti e più esperti.
Campione under 12 è Alessio Gianangeli. La prestazione di Alessio è stata particolarmente ammirevole, in quanto la categoria under 12 è stata in assoluto la più “gettonata” con 5 o 6 giocatori ogni torneo, quindi riuscire a emergere in una situazione simile era particolarmente arduo.  
Campione under 14 è Paolo Vannucci, capace di recuperare anche situazioni difficili, riuscendo a ribaltare partite che sembravano compromesse.
Da segnalare, il bellissimo gesto di Luca Torta, che dopo aver ricevuto la coppa del primo classificato del Torneo lo Sbarello, ha deciso di regalare il premio al giocatore partecipante più giovane del torneo: Alessio Baiocco, di appena cinque anni.