Jesi, il Movimento 5 Stelle contro le barriere architettoniche negli ambulatori Asur

Approvata all’unanimità la mozione dei pentastellati per rimuovere gli impedimenti fisici che condizionano l'accesso alla palazzina di via Guerri

Il Poliambulatorio di via Guerri

JESI – Barriere architettoniche all’Asur di via Guerri, il Movimento 5 Stelle impegna sindaco e giunta a sollecitare l’azienda sanitaria regionale al fine di rimuoverle in tempi rapidi. Approvata all’unanimità la mozione presentata in consiglio comunale dalla consigliera pentastellata, Claudia Lancioni.

«Sono state sollevate criticità sia dai dipendenti diversamente abili dell’Asur che dagli utenti e fruitori dei servizi erogati nella palazzina di via Guerri. L’edificio – spiega Lancioni – risulta attualmente di difficile accesso e crea problemi alle persone disabili che, senza un aiuto, non riescono ad accedervi data la presenza della pesante porta a spinta. Questa tipologia d’ingresso, d’altro canto, crea problemi anche nel momento in cui si debba entrare con delle barelle o dei passeggini. Oltre all’ingresso sono stati segnalati anche problemi con l’ascensore, ove manca un qualsiasi dispositivo per la segnalazione di guasti o richiesta di intervento».

«Unica nota molto stonata, durante la discussione in aula – la stoccata del Movimento 5 Stelle -, quando la consigliera di maggioranza Lindita Elezi ha presentato un emendamento per “riscrivere” la mozione, esprimendo gli stessi concetti ma con parole diverse. Magari con l’avvicinarsi delle elezioni regionali la voglia di visibilità personale è tanta».

Sul tema si è infatti espressa anche l’esponente di Patto x Jesi, lista a sostegno del sindaco Bacci. «Lo spunto offerto dalla consigliera Lancioni sul problema delle barriere architettoniche nelle sede Asur di Via Guerri – dice la Elezi -, mi consente di ribadire quanto denunciato nella seduta del 25 luglio scorso, ovvero condizioni davvero inaccettabili per utenti non deambulanti e dipendenti disabili, per i quali l’accesso alla struttura è davvero difficoltoso e umiliante. Vorrei segnalare che vi prestano servizio tre persone in carrozzina, con disabilità che non consentono loro di poter entrare in ufficio con le proprie gambe. Non esistono ingressi con cellule fotoelettriche che effettuano l’apertura automatica delle porte, tutte munite di maniglione antipanico, ma sicuramente non adatte a chi deve spingere una carrozzina. I numerosi solleciti hanno portato per ora solo a un piccolo intervento una tettoia in plexiglass sopra la porta di accesso del personale, nel retro dello stabile che, per lo meno, ha la funzione, quando piove, di non far bagnare i dipendenti in carrozzella costretti ad aspettare che qualcuno apra loro la porta.
Ricordo inoltre che nel distretto di via Guerri c’è la sede delle Commissioni Invalidi, un vero paradosso».