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Jesi

Rugby Jesi, Simone Faccenda fra U18 e U10: «Giocatore e allenatore, è adesso che si migliora»

Colonna della formazione giovanile e tecnico affiancato ad Andrea Angelucci nel lavoro sui più piccoli: «Utilizziamo al meglio questo tempo per farci trovare pronti quando si ripartirà»

Simone Faccenda

JESI – Colonna della Under 18 del Rugby Jesi ’70 e tecnico in fase di formazione. Simone Faccenda coltiva una passione da rugbista a tutto tondo anche in questa fase in cui l’emergenza sanitaria ha costretto allo stop l’attività sportiva di squadra. «Ognuno di noi- spiega Simone- deve lavorare molto in forma individuale in questo periodo. Dobbiamo provare quanto più possibile a mantenere una buona condizione fisica ed è per questo che, nonostante le restrizioni e nel rispetto delle disposizioni, abbiamo sempre continuato ad allenarci».

La Under 18 del Rugby Jesi ’70

Una motivazione preservata dal gruppo del corso dei mesi, anche nell’assenza di campionato, partite, contatto fisico. «È chiaro che tutto questo, in particolare in uno sport come il rugby, manca molto. Ma così è la situazione e allora non resta che tenere duro. Non mollare e continuare a dare e fare il meglio possibile, per farci trovare pronti nel momento in cui sarà consentito ricominciare a fare tutto come prima. Dobbiamo utilizzare al meglio questo tempo per migliorarci. L’obiettivo a questo punto è quello di essere all’altezza in vista della prossima stagione».

Nell’attuale, la Under 18 del Rugby Jesi ’70 ha comunque avuto modo di rinsaldarsi. «C’è stata sempre una costante presenza agli allenamenti, qualcuno magari si è distaccato un poco di più in questo periodo ma sono sicuro che dopo Pasqua ritorneremo al completo. Anche due allenamenti alla settimana, quando si potrà, saranno utili».

Simone Faccenda

Intanto Simone Faccenda ha anche cominciato ad impegnarsi come tecnico, con i piccoli della Under 10. «Una esperienza che ho iniziato lo scorso anno. È un bel gruppo quella della Under 10, sono tutti bravissimi. E io mi trovo molto bene, anche perché conosco a fondo l’allenatore a cui sono affiancato, che è Andrea Angelucci. È bello vedere come il lavoro che facciamo con i bambini dà i suoi frutti, come loro ascoltano, comprendono e seguono i consigli e insegnamenti dell’allenatore, mettendoli in pratica».

Un punto di vista diverso e in più dal quale vivere il rugby. «Quella da allenatore è una esperienza che mi migliora e potenzia- evidenzia Simone – serve molto anche a me stesso. E poi mi fa felice poter trasmettere quello che io ho imparato alle nuove generazioni».