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Jesi

Rugby Jesi ’70, slitta il campionato. «Ma non si molla, si riprogramma»

Per la B via il 24 gennaio 2021. Ci si può allenare in forma individuale. «Finché sarà permesso di tenere aperta la struttura faremo di tutto per andare avanti. Le famiglie rispondono bene»

JESI – «Dobbiamo riprogrammare ancora volta, sia il lavoro tecnico sul campo sia l’attività organizzativa del club. Ma non molliamo: finché ci sarà permesso di tenere aperta la struttura faremo di tutto per andare avanti e continuare a fare allenare i ragazzi, nel rispetto delle norme e delle misure di sicurezza». Così Francesco Possedoni, responsabile sviluppo club del Rugby Jesi ’70, dopo le ultime evoluzioni della situazione Covid in Italia e dei conseguenti provvedimenti governativi.

Da sinistra Ugo Coltorti, Francesco Possedoni, Mariano Fagioli, Alessandro Speziali e Luca Faccenda

«Il confronto con la Federazione, anche per una adeguata interpretazione delle norme, è costante – spiega Possedoni- Ad oggi nella nostra zona ci è consentito proseguire gli allenamenti, in forma individuale e mantenendo i distanziamenti. Quindi attività atletica e motoria. Almeno questo, evitare di doversi fermare del tutto, è importante. E siamo felici della risposta che stiamo ricevendo dalle famiglie degli atleti del minirugby e delle giovanili, che continuano a venire al campo nonostante i disagi. Segno che ci viene data fiducia e che il bambino, qui nell’impianto dove fa attività seguito in maniera adeguata, è al sicuro».

L’inizio dei campionati, in particolare di quello di Serie B, era già stato rinviato dalla Federazione. «Solo la massima serie nazionale del Top 10 è previsto parta regolarmente il 7 novembre. Tutto il resto, la A e la nostra B, è stato posticipato al 24 gennaio 2021. Quella, ad ora e salvo ulteriori cambiamenti, la data per la quale c’è da prepararsi. L’ipotesi che si sta facendo avanti, anche se non c’è ancora una decisione certa – dice Possedoni- è di un campionato in cui si giochi il solo girone di andata, senza retrocessioni ma mantenendo la promozione in A».  

Si prova comunque a guardare avanti, dentro e fuori dal rettangolo di gioco. «Certo che per una realtà come la nostra, che era arrivata al punto di sapere e poter programmare negli anni, dover adesso fare i conti con cambiamenti quasi giornalieri non è semplice. Ma facciamo tutto ciò che è possibile. Per gli atleti, dato l’obbligo di svolgere allenamenti individuali e la rinuncia, pesante in uno sport come il nostro, al contatto, prevediamo un lavoro specialistico a seconda dei ruoli e sulla tecnica individuale. Vogliamo poter tradurre tutto questo in una opportunità, dato che sono aspetti sui quali, abitualmente, c’è minor possibilità di concentrarsi. E intanto stiamo introducendo una progettualità che da un lato riguarda la formazione interna dei tecnici, dall’altro il reclutamento e la formazione di figure importanti per una società e per un movimento come arbitri, allenatori, dirigenti».

Infine, spiega Possedoni: «Vogliamo anche provare a rendere strutturale un supporto allo studio dei nostri atleti che in qualche modo ha sempre fatto parte del modo di essere del club. Giocatori laureati e lo stesso tecnico della prima squadra, professore, possono fornire ripetizioni e dare una mano importante».