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Jesi

Rotary Club Jesi, inaugurato in India il laboratorio Homograft

Accolto dalla collega Ragini Pandey e dai vertici del Rotary Club Raipur Royal, il dottor Marco Pozzi ha partecipato all’inaugurazione del laboratorio “Homograft”, presente il ministro della Salute indiano, ed al primo espianto di cuore

I rotariani del Club Royal Raipur e al centro Marco Pozzi

JESI – Correva il 2019 ed il Rotary Club Jesi, guidato dall’allora presidente Mauro Ragaini, gettava le basi di un ambizioso progetto di solidarietà a livello internazionale, nato da un’idea e dalla collaborazione tra due medici: il cardiochirurgo pediatrico, e socio del Club jesino Marco Pozzi e la collega indiana Ragini Pandey. Grazie alla collaborazione tra il Rotary Club Jesi, da luglio 2020 guidato proprio da Pozzi, e l’omologo della città di Raipur in India, prendeva forma e si sviluppava un importante Global Grant, un’iniziativa cioè che, per la rilevanza, otteneva il sostegno internazionale della Rotary Foundation, del Distretto 2090 e di 45 club italiani e stranieri, nonché l’appoggio del Soroptimist Club Jesi, di quello di Liverpool e di un club Kiwanis.

La dottoressa Ragini Pandey sta per prelevare il cuore da un donatore

Equipaggiare l’ospedale cardiologico Sri Sathya Sai Sanjeevani di Raipur, che cura bambini da tutta l’India ma non solo, di un laboratorio per la preparazione di valvole cardiache da donatori umani, ossia homograft. Un traguardo cui si aggiunse, successivamente, quello di realizzare un laboratorio per l’ossigeno medicale: 182mila i dollari raccolti, a dare il segno del grande successo dell’iniziativa. La quale, nei giorni scorsi, si è tradotta nella trasferta del past president del Rotary Club Jesi Marco Pozzi, attuale presidente dell’altro club cittadino (Rotary Club Jesi Federico II) proprio in India. Accolto dalla collega Ragini Pandey e dai vertici del Rotary Club Raipur Royal, Pozzi ha partecipato all’inaugurazione del laboratorio “Homograft”, presente il ministro della Salute indiano, ed al primo espianto di cuore da un donatore. «È la storia di un grande successo. – ha dichiarato Pozzi – Oltre all’autorizzazione al prelievo di organi per preparare valvole, si è aggiunto un programma di trapianti, che segna l’avvio di un nuovo percorso, che potrà tradursi nella possibilità di salvare tante piccole vite, soprattutto in India, dove molti bambini soffrono di patologie cardiache. La cittadella sanitaria di Raipur rappresenta un faro, deputata, come è, anche a garantire assistenza medica gratuita a tanti piccoli pazienti ed accoglienza alle loro famiglie». Soddisfatto anche il presidente del Rotary Club Jesi: «La targa nel centro ospedaliero di Raipur, che ricorda il ruolo determinante avuto dal nostro club, ci riempie di orgoglio, – ha dichiarato Floro Flori – e ci sprona a continuare nella nostra attività di servizio, verso il nostro territorio e verso le realtà più lontane, come quella, per l’appunto, che ha interessato il centro ospedaliero di Raipur».

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