Romanzi da condividere fra le birre

Si può creare un gruppo di lettura all'interno di un irish pub? All'Oscar Wilde di Jesi lo hanno fatto. Ogni mese un appuntamento per confrontarsi su di un libro, scelto insieme

Il gruppo di lettura all'Oscar Wilde irish pub
Il gruppo di lettura all'Oscar Wilde irish pub

JESI – Chi lo ha detto che al pub si può solo mangiare e bere? O guardare una partita? O magari giocare a freccette? All’Oscar Wilde di Jesi, in “direzione ostinata e contraria” rispetto alla concorrenza, hanno pensato bene di ampliare le opportunità per la clientela. E hanno creato un gruppo di lettura. Sì, proprio così. Come in biblioteca. Come a scuola. Si sceglie insieme un libro da leggere in privato e il mese successivo, fra birre e hamburger, ci si confronta su sensazioni ed emozioni veicolate da quelle pagine. L’artefice di tutto ciò è Stefano Schiavoni, il titolare dell’irish pub di via Marche, che quest’anno festeggia il quarto compleanno, aiutato da Marzia Pennisi e Alessandro Morbidelli.

Stefano Schiavoni, titolare dell’Oscar Wilde irish pub di Jesi, con l’ex giocatore dell’Aurora basket, Michele Maggioli

«Quando ho aperto questa attività – racconta Schiavoni – volevo creare un pub anche letterario. Quindi è nato il gruppo di lettura grazie ad alcuni preziosi amici. Inizialmente, essendovi diversi professori presenti, siamo partiti dai romanzi di formazione, sull’adolescenza ad esempio. Poi ci siamo spostati, pian piano, sui romanzi, facendo letteralmente il giro del mondo. Abbiamo letto autori islandesi, sudamericani, etc. Ora stiamo leggendo uno scrittore africano, “Peperoncino” di Alain Mabanckou, e il prossimo 5 febbraio ci confronteremo su questo. Quindi decideremo il prossimo libro da leggere».

Si promuove il gruppo di lettura!

Il gruppo di lettura all’Oscar Wilde è attivo da circa un anno ed è aperto a tutti. Questa non è la sola iniziativa letteraria che l’attività di via Marche propone. Andrà in scena a breve, infatti, la rassegna Di Forme e di Parole, con i protagonisti dell’arte figurativa e della scrittura, «per ascoltare e vedere cultura», come dicono al pub di via Marche.

Del resto, “non esistono libri morali o immorali. I libri sono scritti bene o scritti male. Questo è quanto”.