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Jesi

Jesi, rifiuti abbandonati in via Santa Lucia: i residenti invocano le fototrappole

Gli abitanti della zona lamentano l'abbandono di spazzatura nei campi da parte di cittadini con scarso senso civico. E chiedono le telecamere al Comune

Rifiuti in via Santa Lucia

JESI – Rifiuti abbandonati in via Santa Lucia, i residenti chiedono l’installazione di telecamere al Comune. A segnalarlo è il consigliere comunale, Marco Giampaoletti.

«I rifiuti – segnala – vengono sparsi lungo i terreni e vicino i contenitori del comune di Jesi da cittadini ignoti. Inoltre, sembra che vi scarichino anche persone provenienti dal comune di Monsano. Alcuni cittadini che ci abitano o hanno il proprio terreno in zona, quando la situazione peggiora ripuliscono il tutto. Hanno segnalato all’amministrazione il problema richiedendo di posizionare delle telecamere, ma nessuna risposta è stata data al fine di migliorare la situazione. E pensare che basterebbe una spesa minima, che sarà ripagata dalle sanzioni che sicuramente verranno fatte».

«Nelle mattine di ogni sabato e ogni domenica – ha avuto modo di spiegare Salvatore Pisconti, presidente di Jesiservizi – nella pulizia post movida sono impiegati un operatore e mezzo. Ovvero una unità di personale per il suo intero orario di lavoro e l’altra per la metà. Un impegno che fa parte di quello più ampio che riguarda l’intera raccolta dei rifiuti gettati per la strada: dal bicchiere alla lattina, dal fazzoletto di carta al mozzicone. Fino alle mascherine, che da un anno e mezzo sono diventate una nuova tipologia di rifiuto abbandonato con cui fare i conti».

Il costo di questo personale è di circa 150 mila euro l’anno. Costa complessivamente circa 5 milioni di euro il servizio di igiene urbana in città: il 44% di questo esborso riguarda la gestione e lo smaltimento dei rifiuti, il 38% il personale. Restano un poco più del 14% destinato alla spesa per gli automezzi e qualcosa meno del 4% che copre i costi di amministrazione. A fronte di una produzione annua di circa 23 mila e 500 tonnellate di rifiuti (586 chili per abitante) e di un 72,14% di raccolta differenziata, gli introiti da quest’ultima, ottenuti dalla vendita dei materiali recuperati, ammontano a soli 383 mila euro: appena il 7,6% della spesa.

Il Comune ha appena aumentato di 100 mila euro il corrispettivo a JesiServizi per il contratto di gestione dell’igiene urbana per l’anno in corso. «Un aumento – sottolineano dalla Jesiservizi – legato alle disposizioni dell’Arera, autorità nazionale, per armonizzare nel Paese i costi di un servizio che in alcuni Comuni costa troppo e a Jesi, con 121 euro pro capite la migliore nelle Marche fra i centri con più di 20 mila abitanti, troppo poco».

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