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Jesi

Reddito di inclusione, da oggi le domande. L’Asp: «Pronti»

Potrebbero essere intorno a 8 mila in Vallesina le persone sotto la soglia di povertà assoluta. Il nuovo REI erogherà un beneficio economico da 187 a 485 euro mensili e vincolerà al rispetto di un programma personalizzato per l'inserimento lavorativo e sociale

Da sinistra Sergio Mosconi, Franco Pesaresi e Nora Bianchi dell'Asp
Da sinistra Sergio Mosconi, Franco Pesaresi e Nora Bianchi dell'Asp

JESI – Sarà possibile da oggi, venerdì 1 dicembre, presentare presso gli Uffici dell’Azienda Servizi alla Persona e presso i 21 Comuni dell’Ambito IX che essa ricopre, la domanda per l’accesso al REI, il nuovo Reddito di inclusione sociale, misura nazionale per il contrasto alla povertà e all’esclusione che prevede da un lato l’erogazione di un beneficio economico (da 187 a 485 euro mensili a seconda dei componenti il nucleo familiare), dall’altro l’adesione obbligatoria a progetti personalizzati per l’inserimento lavorativo e sociale.

Il nuovo REI è stato presentato da presidente e direttore dell’Asp, Sergio Mosconi e Franco Pesaresi, e da Nora Bianchi, della stessa Azienda Servizi alla Persona. Pesaresi fra le altre cose ha fatto parte del gruppo di lavoro ministeriale che ha messo a punto lo strumento del Reddito di inclusione sociale. «E questo- ha sottolineato Mosconi- è per noi motivo di orgoglio. Ora dobbiamo farci trovare pronti alla erogazione del nuovo sistema». Misura che anche in Vallesina potrebbe riguardare una ampia fascia di popolazione. «Se i dati Istat- dicono Mosconi e Franco Pesaresi- parlano per l’Italia centrale di un 5,9% di famiglie al di sotto della povertà assoluta e quindi, visto che si tratta di famiglie numerose, di un 7,3% della popolazione, questo rapportato all’Ambito IX dell’Asp indica che circa 8 mila persone potrebbero trovarsi in tale condizione».

Requisiti per accedere al REI un Isee fino a 6 mila euro e un Isre (reddito disponibile, dove non è ad esempio considerata la casa in cui si abita) inferiore a 3 mila. Ma anche patrimonio immobiliare, diverso dalla casa di abitazione, non superiore a 20 mila euro e mobiliare fino a 6 mila. Chiesta inoltre l’adesione a un programma personalizzato di inclusione lavorativa e sociale. Fino al prossimo mese di luglio saranno inoltre in vigore alcuni altri “paletti”: occorreranno nel nucleo familiare almeno un minore o un disabile e il genitore. Oppure una donna in gravidanza o un disoccupato oltre i 55 anni. Poi anche questi limiti saranno eliminati. «Sarà lì che si avrà il quadro vero- dice Pesaresi- difficile averlo ora in rapporto ad una precedente esperienza del SIA (Sostegno per l’inclusione attiva), che aveva a disposizione somme minori ed era applicato con parametri più stringenti». Per il SIA erano a disposizione 700 milioni di euro a livello nazionale ma ne sono stati utilizzati 400. Il residuo andrà a incrementare per il 2018 gli 1,8 miliardi assegnati al REI. Per il SIA erano state, fra settembre 2016 e luglio 2017, 204 le domande e 103 quelle accolte. «Un 40% dei richiedenti e beneficiari è di origine straniera, italiano il resto» spiega Nora Bianchi.

Erogato attraverso Carte REI, il beneficio potrà essere utilizzato per metà liberamente e per metà per l’acquisto di generi di consumo o il pagamento di utenze. Il tutto per 18 mesi, seguiti da 6 di stop e da eventuali altri 12 di proroga.