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Jesi

Jesi, in 40 col reddito di cittadinanza “A scuola in sicurezza”

È il nuovo progetto che da gennaio 2021 coinvolgerà i fruitori della misura di sostegno, aggiungendosi agli impieghi per l'accoglienza nella sede dell'Asp e per l'erogazione dei buoni spesa alimentari

Jesi, il complesso della scuola primaria Federico Conti

JESI – Sono 472 a Jesi le persone che hanno usufruito del reddito di cittadinanza. Dal prossimo mese di gennaio 2021, una quarantina di queste saranno impiegate a supporto dell’attività nelle scuole. Ad annunciarlo, l’assessora ai servizi sociali Marialuisa Quaglieri.

«Sono tre i progetti in piedi per l’impiego dei fruitori del reddito di cittadinanza. Il primo è già partito e riguarda l’attività di portierato presso l’Asp: coinvolge quattro persone. Quaranta operatori– rivela Quaglieri- dal gennaio 2021 saranno impegnati in un progetto che abbiamo chiamato “A scuola in sicurezza”, a supporto dunque della scuola. Altre due persone, da dicembre 2020, saranno invece impegnate per l’Asp nella attività per l’erogazione dei buoni spesa».

L’assessora ai servizi sociali Marialuisa Quaglieri

Più in particolare le attività saranno svolte in prossimità dei plessi scolastici degli Istituti Comprensivi e riguarderanno: stazionare davanti alla scuola durante gli orari di entrata e uscita e durante gli orari della ricreazione; accompagnare gli alunni che attraversano la strada, dopo aver accertato che i veicoli si siano arrestati, senza procedere ad alcuna limitazione nei confronti dei conducenti dei veicoli; invitare i minori ad utilizzare l’attraversamento pedonale; garantire supporto all’autista dello scuolabus, organizzare la salita e la discesa e la seduta degli alunni, verificare le presenze e tenerne il registro; sorveglianza degli alunni durante i percorsi del piedibus; controllo sul corretto uso dei DPI e sul mantenimento della distanza di sicurezza degli alunni e degli accompagnatori; controllo del corretto comportamento durante il percorso del piedibus e del rispetto del codice della strada; riordino spazi delle scuole degli Istituti Comprensivi; effettuare lavori socialmente utili per la collaborazione con gli operatori scolastici, al fine di favorire una maggiore assistenza ai minori, che frequentano le scuole degli Istituti Comprensivi del Comune; fornire supporto al personale ausiliario delle scuole nelle attività di pulizia/igienizzazione/sistemazione degli ambienti scolastici.

Sul punto, il consigliere Giancarlo Catani (Patto per Jesi) aveva chiesto in Consiglio quale fosse il quadro della situazione: «È trascorso circa un anno e mezzo dalla entrata in vigore di tale istituto, la legge sanciva che l’erogazione di tale beneficio prevedeva la immediata disponibilità al lavoro da parte dei componenti il nucleo familiare maggiorenni nonché all’adesione ad un percorso personalizzato di accompagnamento all’inserimento lavorativo e all’inclusione sociale che prevede attività al servizio della comunità, di riqualificazione professionale, di completamento degli studi nonché altri impegni individuati dai servizi competenti finalizzati all’inserimento nel mercato del lavoro e all’inclusione sociale».

L’assessore Quaglieri ha ricordato: «I Puc, progetti utili alla collettività, in cui possono essere impiegati i fruitori del reddito di cittadinanza, sono “cuciti” sulle persone e le loro situazioni. Non è detto che tutti possano essere abili alla partecipazione, magari per difficoltà fisiche o altre problematiche».

Ogni beneficiario può essere tenuto ad un impegno nei Puc di almeno 8 ore settimanali e fino ad un massimo di 16. I progetti fanno capo ai Comuni e debbono riguardare gli ambiti sociale, culturale, artistico, ambientale, formativo, tutela di beni comuni e altre attività di interesse generale.
Quattro percettori del reddito di cittadinanza hanno iniziato ad essere impiegati per la “Accoglienza in Sicurezza” presso la portineria dei Servizi sociali dell’Azienda Servizi alla Persona (Asp Ambito 9): ricevere l’utenza, fornire informazioni, provvedere a verifica e attuazione delle disposizioni anti-contagio, dal rilevamento delle temperature al controllo dell’utilizzo delle mascherine. Era stata poi l’assessora Cinzia Napolitano a ipotizzarne l’impiego anche in qualità di steward alle fermate degli autobus degli studenti, con lo scopo di farvi rispettare distanziamenti e misure anti-contagio. Problematica ora in secondo piano col massiccio ritorno alla didattica a distanza ma che potrebbe tornare d’attualità a gennaio.