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Jesi

Jesi, recupero ex Carceri: nuova variante da 250 mila euro

I lavori dell'Erap si sarebbero dovuti concludere nel 2014. Ora maggiori risorse dal Comune per murature, opere in acciaio e copertura ma si stralciano il locale commerciale previsto al piano terra e il piano interrato

Ancora lavori alle ex Carceri a Jesi

JESI – Si riuscirà mai a vedere la fine dei lavori di recupero delle ex Carceri di Jesi, che si sarebbero originariamente dovuti concludere nel 2014? Per ora arriva la variante: 250 mila euro di spesa in più, interamente a carico del Comune di Jesi, per arrivare a capo dell’intervento che prevede di ricavare nella palazzina 13 alloggi di edilizia popolare.

La Giunta ha approvato «la perizia suppletiva e di variante n.2, relativa all’intervento di recupero di Palazzo Pianetti II Ex Carceri», predisposta dall’Erap Marche che ha la titolarità dell’operazione. Con questa variante, la seconda approvata in corso d’opera, il quadro economico complessivo dell’intervento, che era inizialmente di 1,2 milioni, arriva ad 1,8 milioni di euro.

Tale perizia suppletiva e di variante differisce il completamento di alcuni locali delle ex Carceri senza modificare l’offerta abitativa complessiva. Sono previsti «maggiori opere dovute a ripristini delle murature, maggiori opere in acciaio, realizzazione di nuovo solaio al piano terra di ingresso alla corte interna, realizzazione del manto di copertura, dovuto all’utilizzo di tetto bio». Ma per contenere l’impegno economico del Comune si rinuncia al momento al completamento dei lavori del locale commerciale posto al piano terra e parte del seminterrato, che riguardano pavimenti, rivestimenti, intonaci, tinteggiature, sanitari, scala di collegamento e il soppalco (per quest’ultimo verrà realizzata solo la struttura in acciaio). Viene stralciato anche il completamento dei locali posti al piano primo interrato, che rimarranno al grezzo ed è eliminata la scala esterna, quale uscita secondaria del locale interrato.

La storia, per ora senza fine, del recupero ha avuto inizio con le risorse del “contratto di quartiere” assegnate a Jesi nel 2006. Il progetto originario era stato rivisitato su richiesta della prima amministrazione Bacci, che ha voluto concentrare qui anche quella quota di abitazioni sociali che inizialmente avrebbero dovuto trovare spazio al chiostro di Sant’Agostino. I lavori si sarebbero dovuti concludere una prima volta nell’agosto 2014, poi nel gennaio 2016, infine fra settembre e ottobre 2017, poi ancora lo scorso anno. Ma contrattempi e novità si sono susseguiti: la rimozione del materiale del Comune all’interno dell’edificio, quella dell’amianto presente in parti dello stesso, la rimodulazione del Contratto di Quartiere che ha fatto salire da 8 a 13 gli alloggi, coi relativi tempi per iter burocratici e via libera della Soprintendenza. Quindi il sisma del 2016 e da ultimo il Covid.