Raffineria Api e biodigestore alla Coppetella, Rifondazione: «Scelte che riguardano Chiaravalle»

Il partito denuncia la scarsa attenzione dell'amministrazione comunale di Chiaravalle: «Si tratta di questioni che riguardano la sicurezza e la salute»

Il sopralluogo dei vigili del fuoco dopo le prime esalazioni (Foto: Ondaverde Onlus)

CHIARAVALLE – Il futuro della Raffineria Api e quello della Coppetella di Jesi, dove l’amministrazione comunale sta valutando l’impianto di un biodigestore, riguardano da vicino anche Chiaravalle.

Ne è convinta Rifondazione Comunista – Sinistra Europea PRC-SE che spiega: «Domani ci sarà in Regione l’ennesimo tavolo tecnico sulla Raffineria Api, stavolta per verificare le cause dei sempre più frequenti fenomeni di inquinamento dell’aria (esalazioni nauseabonde e fumi) – spiega il partito – Un appuntamento importante che vedrà la protesta, davanti alla sede regionale, delle associazioni e dei comitati ancora una volta esclusi da quel confronto. Saremo lì a dare il nostro sostegno. Questa vicenda però ci induce ad una riflessione più generale che riguarda l’indifferenza delle istituzioni nei confronti delle istanze di trasparenza e di partecipazione che vengono dalla pubblica opinione. Eppure si tratta di questioni che riguardano la sicurezza e la salute e spesso l’impegno generoso e volontario di decine e decine di persone ha costituito una risorsa e un argine alle “prepotenze” di società e aziende che al centro del loro agire hanno solo il profitto».

Sul tavolo anche la possibile realizzazione di un biodigestore alla Coppetella di Jesi, nei confronti del quale Rifondazione si era già espressa (leggi l’articolo) e che ora evidenzia la «disattenzione» che l’amministrazione di Chiaravalle presta alle questioni che «riguardano in gran parte il territorio di Chiaravalle». «Ci saremmo aspettati – conclude Rifondazione – che l’amministrazione della nostra città avesse chiesto di partecipare a quel tavolo e, sognatori come siamo, si fosse prodigata per far partecipare le associazioni del territorio e informato con assiduità e trasparenza la cittadinanza. Chissà, forse il Consiglio comunale in un sussulto di dignità potrebbe misurarsi con questi problemi».