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Jesi

Pulizia strade, tre auto rimosse in via Gramsci. I 5 Stelle interrogano il comune

L'argomento era già stato trattato dal consigliere Samuele Animali che, in occasione del consiglio comunale del mese scorso, aveva chiesto di verificare i numeri e le modalità di attuazione dell'ordinanza sindacale

I lavori di pulizia delle strade in via Gramsci
I lavori di pulizia delle strade in via Gramsci

JESI – Operazioni di pulizia delle strade stamattina (20 ottobre) in via Gramsci. All’altezza della chiesa Regina della Pace sono stati tre i veicoli rimossi dal carro attrezzi.

Il via vai di veicoli trainati ha fatto si che molti residenti, commercianti e clienti siano usciti di casa e dai negozi per verificare di non essere proprio loro a dover andare a recuperare il veicolo e pagare le sanzioni. Sull’argomento, in occasione del consiglio comunale del mese scorso, era stato il consigliere Samuele Animali ad aver richiesto gli atti per verificare i numeri e le modalità di attuazione dell’ordinanza sindacale. Al prossimo consiglio saranno i 5 Stelle a volerci vedere chiaro chiedendo «a quanto ammontano i proventi delle sanzioni pecuniarie incassati dal comune di Jesi negli anni 2013, 2014, 2015 e 2016; a quanto ammontano, per ogni anno, i fondi reinvestiti per sicurezza stradale, manutenzione delle strade e della cartellonistica, prevenzione delle violazioni e per le altre finalità di cui all’art.208 del CdS».

Il gruppo, rappresentato in consiglio da Claudia Lancioni, chiede inoltre se sono stati previsti corsi didattici finalizzati all’educazione stradale nelle scuole e se è stato redatto un piano di assunzione per agenti di polizia municipale. «Il rispetto del Codice della Strada è fondamentale al fine di ridurre l’incidentalità stradale, oltreché per contrastare il crescente malumore della cittadinanza nei confronti di chi non rispetta le più elementari regole di convivenza civile – fanno sapere  i pentastellati – È altrettanto importante, però, che vengano rispettate le norme che impongono ai comuni di far ritornare ai cittadini i proventi delle multe che pagano, in termini di sicurezza e prevenzione».