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Jesi

Pronto soccorso di Jesi da “curare”: più posti letto e medici da altri reparti

Riunione fra assessore Saltamartini, direzione Asur e primari: in arrivo 24 degenze in più, 37 i professionisti che su base volontaria potrebbero dare disponibilità a consulenze e turni per colmare la carenza di specialisti di medicina d'urgenza

Tavolo sui problemi del pronto soccorso al Carlo Urbani

JESI – Più posti letto e più medici, sia pur se e quando potranno mettersi a disposizione volontariamente da altri reparti, per dare respiro al pronto soccorso dell’ospedale Carlo Urbani. Tema al centro, stamane 26 aprile, di una lunga riunione nel nosocomio jesino, alla presenza dell’assessore alla sanità Filippo Saltamartini, della direttrice di Asur Marche Nadia Storti e dei primari dell’Urbani. Ne scaturisce una serie di provvedimenti sperimentali per verificare – «di qui ad un mese tracceremo un bilancio» assicura Saltamartini – se è possibile in tempi brevi migliorare una situazione descritta nei giorni scorsi da più parti come esplosiva, per le attese di pazienti e ambulanze. Non sono d’accordo coi toni emersi nei resoconti di stampa né Saltamartini né Storti, che in un comunicato dice poi: «Ringrazio tutto il personale che con grande dedizione e professionalità continua a svolgere il suo lavoro, anche di fronte a critiche ingiuste che appaiono sulla stampa e che contribuiscono solo a creare allarmismo inutile e pericoloso. È necessaria invece la collaborazione e il sostegno di tutti». Eppure stamane dei problemi del pronto soccorso di Jesi in tanti si sono ritrovati a parlare.

Jesi, pronto soccorso: il tavolo

Al tavolo della conferenza stampa che segue la riunione tecnici- politica, restano, con Saltamartini e Storti, il direttore di Area Vasta 2 Giovanni Guidi, Sonia Bacelli della direzione medico ospedaliera, il primario di pronto soccorso Mario Caroli, la bed manager Susanna Marroccu per gestire al meglio l’invio ai reparti di pazienti, il direttore di dipartimento medico Marco Candela, il direttore di distretto Corrado Ceci. In precedenza presenti anche il direttore del 118 Ermanno Zamponi e il direttore della radiologia Francesco Bartelli.

Ospedale Carlo Urbani

L’Asur annuncia infine che «24 nuovi posti letto di degenza verranno attivati nei prossimi tre giorni per facilitare il turn over dei pazienti, posti al momento dedicati al covid che finalmente possono essere convertiti in considerazione dell’attuale andamento epidemiologico; l’acquisto di 2 tac di elevata risoluzione e rapida attività che saranno attive entro l’estate per accelerare le procedure diagnostiche del pronto soccorso  e della radiologia generale; nuove disposizioni per il ricovero dei pazienti stabilizzati, e non dimissibili, presenti al pronto soccorso nei reparti di area medica e specialistica». Inoltre «la Direzione Aziendale sta attivando tutte le procedure possibili per il reperimento di medici attraverso l’adesione al concorso unico regionale per i medici di pronto soccorso e l’avvio di avvisi a tempo determinato per il reperimento di medici per la gestione di codici di minore gravità. Tutti i direttori di struttura complessa di Jesi hanno dato disponibilità a supportare i medici del Pronto Soccorso con turni o consulenze da parte dei medici delle discipline affini ed equipollenti».

Jesi, pronto soccorso alla ricerca di medici

Su tale ultimo punto, sono 37 i medici che, «su base volontaria e retribuiti», potrebbero potenzialmente mettersi a disposizione per l’attività di pronto soccorso da altri reparti dell’Urbani. Precisa Storti: «Quando il pronto soccorso si troverà a lavorare con soli uno o due medici e registreremo particolare afflusso, colleghi di altri reparti, che ne hanno già dato disponibilità, potranno farvi turni completi, senza pregiudicare l’attività dei settori di competenza». Dice Saltamartini: «Prestazioni aggiuntive a quelle nei reparti, che non saranno per questo sguarniti. Se non funziona la base volontaria, vedremo di valutare se disporlo autoritativamente». D’altro canto, mancano medici di medicina d’urgenza. «Ce ne sono otto in meno del dovuto a Jesi. E appena dodici che si stanno specializzando nelle università».

Aggiunge Asur: «Saranno bed manager e direzione medica ospedaliera a occuparsi di garantire il rapido deflusso dei pazienti dal pronto soccorso in sinergia con il direttore di distretto per facilitare la presa in carico dei pazienti che necessitano di ricovero in post acuzie nelle dimissioni protette. La direzione medica darà piena attuazione alla determina Asur che prevede posti letto definiti a disposizione del pronto soccorso da parte delle UU.OO. di ricovero in base alla loro specificità, e all’attivazione delle disposizioni PEIMAf (Piano Emergenza Interno Massiccio Afflusso di Feriti) qualora si rendessero necessarie. La direzione del distretto metterà a disposizione percorsi assistenziali, da concordare con la stessa centrale operativa 118, per pazienti che possono essere trattati al domicilio».

Per Storti: «Esistono al momento criticità strutturali che non permettono di dare risposte rapide come la cronica carenza generalizzata di medici in tutta Italia, ma si rende necessario migliorare l’appropriatezza dell’uso del pronto soccorso al quale purtroppo accedono ancora pazienti che potrebbero trovare risposta dal medico curante o nell’ambito della assistenza primaria: occorrono informazioni corrette e puntuali da divulgare anche attraverso le associazioni di tutela e tutti gli operatori. Questa direzione provvederà costantemente a monitorare l’andamento degli accessi al pronto soccorso e il tempo di attesa inserendo nel monitor presente nella sala di attesa non solo il numero dei pazienti ma anche il tempo di attesa previsto per maggiore trasparenza. Saranno verificate le degenze medie dei reparti, e verranno proposte anche migliorie strutturali che necessitano però di tempi più lunghi». Inoltre «reumatologia non viene chiusa ma trasferita dal terzo al quarto piano con 6 posti letto più la disponibilità di altri 2 e rimangono nella sede attuale le attività diurne con 3 posti di day hospital».