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Jesi

Jesi, il “Profilo di Comunità” Asp: la foto di un Ambito più vecchio, solo e con meno stranieri

Presentato lo studio socio-economico sul territorio dei 21 Comuni di riferimento: oltre 3 mila abitanti in meno in 7 anni, si muore il doppio delle nascite, cresce l'età media, boom dei nuclei familiari composti da un'unica persona

Da sinistra Franco Pesaresi e Matteo Marasca

JESI – Dai 109.043 del 2013 ai 105.866 del 2020. Con una riduzione di oltre 3 mila abitanti in sette anni, alimentata dal saldo naturale negativo e cioè dalla differenza fra i decessi e i nuovi nati. Negli ultimi 10 anni, il tasso di natalità si è ridotto addirittura del 40%. E oggi, il totale dei decessi annui che si registrano nel territorio dell’Ambito sociale di Jesi è oltre il doppio di quello dei nuovi nati.  È una delle fotografie del territorio dei 21 Comuni dell’Ambito IX scattato dal Profilo di Comunità, lo studio socio- economico sul suo territorio, realizzato dall’Azienda Servizi alla Persona e presentato da presidente e direttore dell’Asp, Matteo Marasca e Franco Pesaresi.

Da sinistra Franco Pesaresi e Matteo Marasca presentano lo studio “Profilo di Comunità”

La popolazione si riduce e invecchia, aumentano ma “dimagriscono” le famiglie. Gli anziani costituiscono un quarto delle persone sul territorio, (25,5%), cresce l’età media che negli ultimi 10 anni è passata da 44,1 a 46,5 anni. «Un dato importante – dice l’Asp- che testimonia senz’altro l’ottima qualità della vita che si registra nel territorio, ma che sollecita i servizi e l’intera comunità alle risposte che occorre dare alla popolazione che invecchia». Si modifica e con grande velocità la struttura e le caratteristiche delle famiglie, che aumentano ma riducono gradualmente il numero medio di componenti di ciascun nucleo.

A Jesi le famiglie sono passate da 15.473 del 2003 a 17.774 del 2016, mentre il numero medio di componenti per ciascuna si è ridotto da 2,56 a 2,0. A livello di Ambito, il numero medio dei componenti delle famiglie sale a 2,41, leggermente superiore a quello medio di 2,3 della regione Marche. Ed è boom per i nuclei composti da una sola persona: il 28,3% di tutte le famiglie. Si tratta di 13.201 individui del territorio dell’Ambito, di cui 12.343 abitano da soli. E si tratta soprattutto di persone anziane: il 16% della popolazione tra i 55 e i 74 anni vive da sola, percentuale che cresce al 38,3% per le persone con più di 74 anni. «Più solitudine, maggior bisogno di assistenza» rileva Pesaresi.

Calano gli stranieri. «La tendenza nazionale degli ultimi due anni, qui è iniziata prima che nel resto d’Italia» dice Pesaresi. La popolazione straniera era cresciuta costantemente fino al 2013 quando raggiungeva il 10,3% di quella complessiva. Dal 2014 tale quota è costantemente diminuita fino a raggiungere l’attuale 9,2%. La metà degli stranieri è costituita da europei, quasi un quarto da africani.

Quanto alla situazione economica, «la chiusura o il ridimensionamento di una serie di attività economiche a seguito della pandemia da COVID-19 – rileva lo studio- ha prodotto un aumento delle famiglie in povertà o a rischio di povertà. Nel 2020 le beneficiarie del Reddito di cittadinanza sono state 1.013 a cui si devono aggiungere altre 310 famiglie a cui il beneficio è stato revocato/decaduto. Anche le iniziative di distribuzione dei voucher alimentari finanziati dal Governo hanno fatto emergere numeri elevatissimi di persone che ne hanno fatto richiesta, gran parte delle quali si sono trovate per la prima volta nella condizione di bisogno».

Lo studio, dice Marasca, «è una immagine della nostra comunità utile a individuarne le traiettorie, esigenze e necessità. Per meglio programmare le risposte».

Nell’Ambito sono circa 6 mila le persone assistite a vario titolo e in vario modo da Asp, con una spesa sociale pro capite di 221 euro che è la maggiore nelle Marche.