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Jesi

Ponte San Carlo, protocollo d’intesa Comune-Regione per demolizione e ricostruzione

L'amministrazione di Jesi ha siglato l'atto per la messa in sicurezza del viadotto che collega la città al rione di Minonna. La giunta Ceriscioli ha deciso di stanziare 3,5 milioni di euro

ponte san carlo
Ponte San Carlo

JESI – Un protocollo d’intesa per individuare modalità, tempistiche e azioni fra regione Marche e comune di Jesi. Obiettivo: demolire e ricostruire ponte San Carlo. La giunta Bacci ha siglato l’atto per definire nel concreto la messa in sicurezza del viadotto che collega la città a borgo Minonna. Costo preventivato: 5 milioni di euro.

La Regione, dal canto suo, ha approvato un contributo straordinario per l’intervento di 2 milioni di euro, di competenza dell’annualità 2022. Inoltre, si è impegnata a destinare una quota parte dell’importo previsto nel piano operativo FSC 2014/2020 di ulteriori 1.500.000 euro. della restante quota parte dell’investimento, stimata in 1.500.000 euro, in base al suddetto protocollo d’intesa, devono farsi carico il comune di Jesi e i gestori dei sottoservizi coinvolti attraverso fondi propri o di soggetti terzi».

In conseguenza dei valori estremamente bassi dei livelli di sicurezza ottenuti nelle verifiche, infatti, il professionista incaricato di analizzare la solidità del ponte ha evidenziato l’esigenza di procedere ad un intervento di miglioramento sismico indicando, quale soluzione più conveniente e tecnicamente efficace, l’ipotesi di demolizione e ricostruzione del ponte. Più in dettaglio, si è accertato uno stato di conservazione compromesso della struttura portante caratterizzato dal diffondersi di estesi fenomeni di ossidazione nelle armature metalliche, che in alcuni casi, in particolare, per quanto riguarda le staffe all’intradosso delle travi, ne hanno portato alla rottura.

«L’attuale limitazione viabilistica che preclude il transito sul ponte ai mezzi pesanti e/o con larghezza superiore a 2,5 mt, ovvero ulteriori provvedimenti più restrittivi di limitazione del traffico veicolare che potrebbero rendersi necessari – spiega la giunta Bacci -, comportano l’impossibilità di passaggio anche dei mezzi di soccorso tra cui i vigili del fuoco. La piena funzionalità del ponte è indispensabile per garantire il collegamento dal punto di vista viabilistico dei nuovi poli unici ospedalieri permettendo una razionalizzazione dei servizi e una adeguata connessione con le aree servite».

Difficile dire quando potranno partire i lavori. Si spera nel 2021.