Ponte San Carlo: primi giorni senza bus e camion “sorvegliati” speciali

La chiusura si è resa necessaria per la precarietà della struttura che andrebbe ricostruita. «Per il momento i due imbocchi sono presidiati da agenti della Polizia Locale e volontari dell'Associazione Nazionale Carabinieri, dalle 7.30 alle 19.30» spiega il vice comandante della municipale, Filippo Peroni

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Ponte San Carlo, primi giorni di divieto sotto l'occhio vigile della Polizia Locale e dei volontari dell'Anc

JESI – È scattata la limitazione al traffico pesante, che è stato interdetto a bus e camion, per il Ponte San Carlo, struttura che da ieri, lunedì 21 maggio, dovrà sopportare meno peso sul proprio groppone visto qual è il suo precario stato di salute.ponte san carlo

A supporto degli appositi segnali stradali che non sempre, però, tutti “vedono“, in questi primi giorni di divieto di transito per i mezzi superiori ai 35 quintali, ci sono agenti della Polizia Locale affiancati dai volontari dell’Associazione Nazionale Carabinieri, disposti ai due imbocchi.

«Il presidio ai due capi del ponte inizia la mattina alle 7.30 e dura sino alle 19.30 – spiega il vice comandante della Polizia Locale, Filippo Peroni – coprendo tutta la fascia della giornata. Per ora con noi opea l’Anc ma se ci sono altri gruppi di volontari che vogliono farsi avanti sono bene accetti. Ancora per un po’ andremo avanti così. L’unico problema, per ora, è costituito dal fatto che non c’è segnalazione del divieto all’uscita della superstrada ma si ovvierà anche a questo».ponte san carlo

Quello di ieri è stato un esordio dal quale non sono emerse particolari criticità, così come pure per l’odierna giornata. Solo il fatto che, ovviamente, essendo una delle vie di collegamento più transitate – direzione Santa Maria Nuova, Filottrano, Macerata – ripercussioni al trasporto locale e scolastico non sono mancate. Anche se l’informazione in merito era stata già abbondantemente diffusa nei giorni precedenti. Si tratterà, ora di adeguarsi.ponte san carlo

Il ponte, come ormai è noto, soffre, i margini di sicurezza dello stesso si sono assottigliati. Occorrerà demolirlo – secondo una perizia tecnica – e ricostruirlo ex novo. Una volta trovati i 4 milioni che necessitano.