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Jesi, ponte San Carlo: rischio aumento dei costi, investimenti da rimodulare

La demolizione e ricostruzione del viadotto di Minonna richiederà una revisione considerevole degli impegni di spesa. Dal Comune rimarcano che l’infrastruttura resta prioritaria

Il nuovo Ponte San Carlo

JESI – Per la demolizione e ricostruzione di ponte San Carlo potrebbe rendersi necessario un incremento considerevole di risorse. A quanto sembra, gli uffici municipali stanno facendo approfondimenti alla luce del nuovo prezzario regionale, che potrebbe appunto obbligare l’amministrazione a rivedere gli impegni di spesa. Dal Comune non trapela nulla, al momento, se non che l’infrastruttura resta prioritaria. Questa sera – 4 agosto -, ad ogni modo, è in programma – salvo imprevisti – un incontro a Minonna con il sindaco Massimo Bacci (ore 21) che, qualora vi fossero aggiornamenti di rilievo, potrebbe illustrarli ai residenti del quartiere.

«Siamo in attesa dello sblocco dell’ultimo milione e mezzo necessario e senza tutte le risorse a disposizione il bando non si può aprire – ha spiegato il sindaco Bacci in consiglio comunale circa un mese fa –. Si tratta di fondi stornati sul San Carlo e originariamente destinati ad un’altra provincia e c’è un iter da completare. Il Ministero ha sbloccato il cambio di impiego, serve un passaggio alla Corte dei Conti al termine del quale potrà infine essere firmata la convenzione con la Regione. A quel punto si potrà aprire la gara».

Un investimento da oltre 6 milioni di euro: 4 dalla Regione, un milione e mezzo per i sottoservizi, il resto da Provincia e Comune. Cifra che potrebbe appunto mutare alla luce del nuovo prezzario regionale.

Per la ricostruzione di ponte San Carlo sono arrivate anche le prescrizioni della Soprintendenza. La totalità degli impianti, si specifica, dovrà essere integralmente schermata, che prescrive al riguardo lamiere realizzate in acciaio corten. Stesso materiale da impiegare, spiega l’ente di tutela, anche per le velette ai bordi laterali alla soletta dell’impalcato del ponte, così da creare un unico elemento che scendendo vada a mascherare gli impianti. Disposta anche, come di consueto, un’indagine archeologica preventiva sull’area di realizzazione dell’opera, che è la stessa del ponte attuale che sarà demolito e ricostruito.