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Jesi

Jesi, in scena la seduta “bollente” sul biodigestore

Consiglio comunale convocato in un giorno festivo per il via libera all'impianto di trattamento della frazione organica dei rifiuti. L'opposizione ha chiesto con forza il rinvio e potrebbe uscire dall'aula per polemica

Il biodigestore in Trentino visitato da politici e cittadini di Jesi

JESI – Biodigestore, il consiglio comunale si riunisce d’urgenza per il via libera. Seduta convocata eccezionalmente oggi, 3 agosto, ore 9, per l’approvazione dell’atto di indirizzo con le prescrizioni per la realizzazione dell’impianto di trattamento della frazione organica dei rifiuti in zona Coppetella. La seduta era prevista inizialmente per giovedì scorso, ma la mancanza di documentazione ha costretto il presidente del consiglio comunale Daniele Massaccesi a posticipare la data. Opposizione sul piede di guerra: non si esclude che possano lasciare l’aula per protesta dopo aver chiesto con forza un rinvio della decisione.

«La nostra città – è il parere del segretario Pd, Stefano Bornigia – si è prestata ad un dibattito che aveva ad oggetto un contraddittorio circa l’ubicazione dell’impianto e le sue caratteristiche tecniche. L’amministrazione propone invece un atto di indirizzo il cui contenuto qualificante è relativo al suo modello di gestione ed alle operazioni societarie utili ad assegnare al privato il 51% della realizzazione e della gestione dell’impianto. Questioni di assoluta rilevanza, mai condivise né con la città, né con il Consiglio Comunale. Il tutto segnato da una conduzione dell’iter di convocazione della seduta, revocata e poi ridefinita in urgenza, che riteniamo assolutamente irrituale ed ingiustificata. Il Partito Democratico ribadisce pertanto, con assoluta convinzione, la necessità dell’impianto e conferma una sua disponibilità a valutarne l’insediamento nell’area ex Sadam. Allo stato dell’arte, il  PD non può però che porsi criticamente rispetto all’atto di indirizzo proposto, che non definisce le urgenze richieste dall’ATA.
A queste condizioni chiediamo con forza di rinviare a settembre la decisione al fine di arrivare possibilmente ad una decisione condivisa».

È spuntata anche l’ipotesi ex Sadam per l’insediamento dell’impianto. La digestione anaerobica, che viene realizzata nei “biodigestori”, ha specificato il professor Fatone dell’università Politecnica delle Marche, «permette la conversione biologica, in assenza di ossigeno, di sostanza organica in biogas, una miscela che contiene principalmente metano ed anidride carbonica per circa 50-65% e 35-50%, rispettivamente. A valle della digestione anaerobica risultano pertanto essenzialmente biogas e digestato, una miscela solido-liquida di materiale organico che può essere valorizzata per produrre compost e bio-fertilizzanti. Il biogas, invece, può essere trattato per separare l’anidride carbonica e produrre biometano che può essere immesso in rete o liquefatto ed alimentare veicoli. Un bio-digestore non è un impianto di termovalorizzazione o incenerimento dei rifiuti ad alta temperatura, mentre è un processo biologico di biodegradazione anaerobica, solitamente a temperatura di 37-55 °C».

In merito alla ipotizzata realizzazione e gestione dell’impianto di recupero dei rifiuti biodegradabili provenienti dalle attività di cucine e mense e dalle attività di sfalci e potature della Provincia di Ancona, il Comune ritiene pertanto di dover fornire all’Ata alcuni indirizzi in ordine all’iter amministrativo affinché si realizzi un effettivo controllo pubblico nelle fasi di progettazione, realizzazione e gestione dello stesso impianto. Il parere favorevole del Comune, insomma, ci sarà a patto che l’Autorità d’Ambito accolga quanto previsto nell’atto di indirizzo da mettere al voto questa mattina.