Decreto Salvini, Jesi in Comune contro la maggioranza

Il movimento di opposizione stigmatizza «la confusione di idee» all'interno della compagine di governo della città, «mera esecutrice dei dettami del ministro della paura»

jesi in comune

JESI – «Idee confuse in maggioranza». Jesi in Comune va giù duro contro le forze di governo della città. Oggetto del contendere è il decreto Salvini. Qualche giorno fa, il quotidiano Avvenire ha citato il “caso Jesi” quale esempio di superamento a norma di legge dei provvedimenti voluti dal vicepremier leghista, con particolare riferimento all’impossibilità di iscrizione all’anagrafe per i richiedenti asilo con permesso di soggiorno umanitario.

Samuele Animali, consigliere comunale del movimento di opposizione, ha addirittura ironizzato sul fatto di essere superato a sinistra dal sindaco Massimo Bacci, invitandolo a scegliere se essere Tommaso Cioncolini (il consigliere di maggioranza intervistato dall’Avvenirendr) o Daniele Massaccesi (il presidente del consiglio comunale più legato ai valori di centrodestra).

«L’articolo apparso sul quotidiano cattolico – sostiene Jesi in Comune – serve solo a provare a salvarsi l’anima ma certo senza esporsi coi nuovi padroni politici, visto che il sindaco Bacci non ha esitato a definirsi mero esecutore dei dettami del ministro della paura Salvini. Concetto ribadito in occasione del Consiglio comunale che è diventato teatro di una poco nobile pantomima messa in piedi per boicottare una presa di posizione chiara e approvare una risoluzione che evitasse accuratamente di scontentare i simpatizzanti del governo presenti in maggioranza. Se questa maggioranza avesse voluto davvero esprimere quell’umanità che ha provato a vendere all’Avvenire, avrebbe potuto approvare non certo l’atto, come noto sovversivo, di Jesi in Comune, ma almeno quello proposto dal Pd, che chiedeva di esprimere solidarietà ai sindaci che avevano da subito sollevato le criticità e di valutare l’adozione di possibili misure che consentissero comunque l’iscrizione anagrafica, misurandosi quindi con tutte le proposte in campo, anche in termini giuridici».

La forza di minoranza è pertanto convinta che «si sia volutamente scelto di limitarsi a proporre un tavolo di confronto con i Comuni della Vallesina ed operatori del terzo settore, individuando, dove possibile, misure di sostegno per coloro che vengono privati dell’iscrizione anagrafica, senza tra l’altro alcun mandato concreto, ma stando ben attenti a non prendere parte, perché poi si rischia di mettere in discussione gli equilibri del civismo. Quello stesso civismo che ha portato, proprio la settimana scorsa, tutta la maggioranza Bacci a proporre e votare compatta per il consigliere provinciale Giampaoletti, strenuo sostenitore della legge sulla sicurezza».