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Jesi

A Poggio San Marcello l’omaggio dello scultore Angelo Melaranci in ricordo dell’orrore nazista

Nella cripta di San Nicolò è stata inaugurata la mostra in omaggio alla figura di Ferdinando Valletti, deportato a Mathausen e Gusen e sopravvissuto grazie al calcio

POGGIO SAN MARCELLO – Dal comune più piccolo della provincia di Ancona un omaggio artistico per non dimenticare l’orrore nazista dei campi di concentramento. Giovedì 27 gennaio scorso alle ore 17 è stata inaugurata la mostra dello scultore Angelo Melaranci intitolata “Il giorno della memoria” e allestita nella suggestiva Cripta di San Nicolò a Poggio San Marcello. Nato a e vissuto per anni a Roma, Melaranci oggi vive a Castelplanio. È un pittore e scultore autodidatta, ama la musica e suona il pianoforte. I desideri artistici si sono ‘incontrati’ con l’impegno quotidiano del suo lavoro di vigile del fuoco e il rifugiarsi nella pittura e nella scultura lo aiuta a superare così i tanti scontri con la dura realtà che con il suo lavoro deve affrontare ogni giorno.

La mostra è un omaggio alla figura di Ferdinando Valletti, dirigente d’azienda ed ex calciatore del Milan che nel 1944 fu deportato nel campo di concentramento di Mathausen e Gusen dopo aver partecipato ad uno sciopero contro i Nazisti. Dal video all’interno della mostra, che racconta la sua vicenda, scopriamo che è sopravvissuto grazie al calcio. Sì, perché Valletti giocò proprio una partita per la vita: gli ufficiali tedeschi dovevano disputare una partita e nella squadra delle SS ne mancava uno, così un kapò lo mando a chiamare per sostituirlo. Dopo questo episodio fu trasferito in cucina dove riuscì anche a rubare cibo per i compagni. A seguito della liberazione Valletti ricevette molti riconoscimenti per il suo valore come la medaglia d’Onore e nel 2017 divenne il “Giusto tra le Nazioni” e trovò posto nel Giardino dei Giusti a Milano.

Hanno salutato lo scultore le tante persone intervenute, in particolare il sindaco di Poggio san Marcello Giuseppina Spugni che ha ricordato che l’antisemitismo non è scomparso citando il caso di questi giorni del ragazzino di Livorno preso a calci e sputi dai compagni perché ebreo. Anche il sindaco di Castelplanio Fabio Badiali ha voluto rivolgere un ai presenti un saluto: «Noi non abbiamo vissuto direttamente l’orrore nazista e mi auguro che la storia del Valletti e le sculture di Angelo contribuiscano a farci comprendere quel doloroso periodo storico». Anche il sindaco di Maiolati Spontini Tiziano Consoli, ex sindaco di Poggio san Marcello per tre mandati, non è voluto mancare. Infine don Mariano Piccotti, il parroco che ha messo a disposizione i locali, ha invitato i presenti a fermarsi per osservare e meditare sulla banalità del male e sull’importanza di fare del bene.

È stata letta inoltre la lettera dalla sorella del Valletti, inviata per l’occasione, che ringrazia Melaranci per l’iniziativa, che è un apprezzato contributo alla portata storica e umana della testimonianza del padre, una storia che deve essere raccontata anche ai giovani. Da venerdì sono iniziate le visite delle scuole medie.

La mostra è aperta fino a domenica 30 gennaio e probabilmente sarà prorogata anche la settimana successiva.