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Jesi

Jesi, poche speranze per i risarcimenti governativi post-alluvione

Il Comune ha inviato alla Regione, che a sua volta ha inoltrato al governo, la documentazione dei danni subiti successivamente alla bomba d'acqua dello scorso 1 settembre

La parete crollata in via Roma (foto di Lorenzo Fiorentini presa dal gruppo Fb Jesi Ieri Oggi e Domani)
La parete crollata in via Roma durante l'alluvione di inizio settembre (foto di Lorenzo Fiorentini presa dal gruppo Fb Jesi Ieri Oggi e Domani)

JESI – Niente risarcimenti per i cittadini danneggiati dall’alluvione dello scorso 1° settembre. Si riducono le speranze di uno stanziamento ad hoc del governo per far fronte alle devastazioni seguite alla bomba d’acqua che, in poche ore, ha praticamente messo al tappeto l’intero quartiere di San Giuseppe. L’amministrazione, in collaborazione con Viva Servizi, sta intervenendo sulle fognature con azioni di modesta entità, relativamente appunto al quartiere popolare della città, e sta valutando di mettere in programma opere economicamente più consistenti, realizzabili nei prossimi mesi.

A sollecitare risposte è stato Marco Giampaoletti, consigliere di Insieme Civico. Con un’interrogazione ha chiesto proprio quali soluzioni sono state trovate e quando verranno attuate per far sì che, in caso di bomba d’acqua, non si allaghi di nuovo il rione. Inoltre, l’esponente di minoranza ha preteso delucidazioni sul risarcimento danni.

«Sono arrivate molteplici richieste, alcune reali e altre un po’ gonfiate – spiega l’assessore ai lavori pubblici, Roberto Renzi -. Abbiamo inoltrato la documentazione in regione, chiedendo lo stato di emergenza, e da Ancona hanno ovviamente girato tutto al governo. Ad oggi, però, l’istanza non è stata accolta e non so se possiamo ancora sperarci. Stiamo a vedere se c’è ancora la possibilità».

«In occasione di piogge torrenziali – ha avuto modo di chiarire sempre Renzi – si creano situazioni difficili perché l’acqua che cade in via Tabano la troviamo in viale della Vittoria, con tempi di scorrimento rapidissimi. L’obiettivo è far sì che le acque possano essere intercettate a monte, prima che arrivino a valle. Alcuni tratti della rete necessitano di revisione e potenziamento. Interventi di modesta entità li stiamo ponendo in essere, ma siamo consapevoli che ciò ancora non è sufficiente».