Jesi, i piccioni costano caro

Il Comune ha affidato alla Jesiservizi la gestione del piano di controllo dei colombi domestici in città. È previsto l'abbattimento dei capi solo in determinate circostanze. Considerevole la spesa

JESI – Ammonta a oltre 22 mila euro il costo per la gestione dei piccioni. L’amministrazione ha provveduto nei giorni scorsi ad affidare l’incarico per il 2019 alla municipalizzata Jesiservizi, a fronte di tale contributo annuale. Il complesso piano sarà coordinato dalla società pubblica diretta da Salvatore Pisconti nell’ambito delle attività che svolge per la tutela ambientale e la salvaguardia dell’igiene pubblica. I colombi possono infatti diventare un problema per la salute dei cittadini e degli animali domestici, oltre a provocare danni ingenti al patrimonio artistico-architettonico della città.

Si parte dalla stima del numero dei piccioni, fondamentale per poter dare il via libera all’eventuale abbattimento dei volatili in esubero. Tale censimento viene realizzato in più fasi, seguendo le indicazioni dell’Ispra (Istituto Superiore per la protezione e la ricerca ambientale). Se la popolazione è inferiore alla soglia dei 350 capi per kmq non si può far nulla, ad eccezione di catture diagnostiche – previa autorizzazione Asur – per verificare se tra di essi vi sono portatori di malattie trasmissibili all’uomo. Discorso diverso se il valore limite di 350 capi per kmq viene oltrepassato: in questo caso – sempre a seguito di parere positivo dell’Ispra – i colombi possono essere abbattuti.

A subire i disagi maggiori sono gli abitanti del centro storico, che più volte hanno segnalato la problematica. Vi sono infatti vicoli in cui è difficile davvero camminare a causa del guano e palazzi non più abitati che vengono utilizzati quale rifugio dagli stessi volatili. Il Comune è dovuto intervenire in svariate occasione per bonificare immobili, o intimare ai legittimi proprietari di procedere con la pulizia.

Negli ultimi anni, grazie alle misure di contenimento, la popolazione generale dei colombi domestici è stata sensibilmente ridotta, ma la pressione resta comunque al di sopra dei limiti consigliati. I cittadini hanno l’obbligo di impedirne, per quanto possibile, l’accesso a tutti i siti ove possano nidificare. E devono ovviamente procedere a proprie spese alla disinfestazione negli immobili di proprietà, qualora si rendesse necessario. Non è consentita la somministrazione anche saltuaria di cibo o alimenti.