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Jesi

Jesi, la piaga dei rifiuti abbandonati sotto ai viadotti

Calcinacci, cartongesso e altro materiale scaricato illegalmente in periferia. Comune e Jesiservizi aumentano i controlli, ma l'inciviltà è consistente

Rifiuti abbandonati a Jesi

JESI – “Recupero e smaltimento rifiuti abbandonati“. Sono tante le ordinanze comunali che riportano questo titolo. Perché sono molti, troppi, gli incivili che scaricano illegalmente materiale di scarto nei campi di Jesi, principalmente sotto ai viadotti, ai ponti e in zona industriale. Si è provato con le fototrappole ad arginarli, che si accendono appena percepiscono movimento nell’area di copertura, ma le registrazioni erano numerose e i colpevoli non sempre riconoscibili. Non restano che i controlli, al momento, in attesa di capire quali telecamere acquistare per i punti più critici.

«Adesso abbiamo un problema in via Marx – spiega l’assessore all’ambiente jesino, Cinzia Napolitano -. Vi sono indagini in corso da parte della Polizia locale per stanare i responsabili. Da quanto ne sappiamo, la Forestale ha bloccato di recente alcune persone in flagranza di reato. Ci hanno segnalato il problema le persone rom che vivono in zona. Ed è un circolo vizioso: i rifiuti vengono abbandonati, principalmente calcinacci, cartongesso e altro materiale di cantiere il cui smaltimento ha un costo, noi li rimuoviamo, pochi giorni dopo ce li ritroviamo. Ora abbiamo intensificato i controlli, concentrandoli nelle aree più critiche. Per quanto riguarda il campo nomadi, vi è un dialogo aperto con loro e consegneremo dei contenitori solo per chi ci vive, chiedendo di tenerli all’interno del perimetro».

Verranno comunque acquistate nuove telecamere: Jesiservizi e la Polizia locale si stanno confrontando per capire quali modelli possono essere maggiormente efficaci. «Inoltre – anticipa l’assessore Napolitano -, stiamo formando personale della nostra municipalizzata così da poter disporre di ispettori ambientali e coprire meglio le periferie più soggette a questi atti che denotano scarso senso civico».