Pd, l’opposizione in coro: «Come e quando un organismo di partecipazione femminile?»

Pd e Jesi in Comune presentano un'interpellanza per chiedere i motivi del ritardo nella costituzione di un consiglio delle donne e perché si sta optando per la consulta

JESI – Un organismo di partecipazione femminile, «come e quando?». A incalzare la giunta Bacci, Emanuela Marguccio del Pd e Agnese Santarelli di Jesi in Comune. In occasione del consiglio comunale di giovedì 7 novembre, le due esponenti di minoranza hanno presentato un’interpellanza a cui l’amministrazione dovrà rispondere.

Il Consiglio delle Donne – evidenziano Marguccio e Santarelli – è un organismo di consultazione permanente e ben strutturato istituito, in città come Senigallia e Macerata, per sostenere e favorire la parità tra i generi e per contribuire alla prevenzione e al contrasto di ogni forma di discriminazione e violenza attraverso la partecipazione libera e attiva di tutte le donne. È stata evidenziata, anche dalle associazioni del territorio, la necessità di costituire a Jesi il Consiglio delle donne ma la maggioranza, durante un confronto con il Coordinamento Donne del Comune convocato dall’ assessora alle Pari Opportunità, Marisa Campanelli ha manifestato la sua contrarietà in merito e ha espresso la sua preferenza per la nascita di una nuova Consulta, questa volta dedicata alle donne. Nonostante le richieste dei cittadini e gli emendamenti presentati, nel nuovo Statuto comunale non sono stati inseriti articoli o riferimenti all’organismo di partecipazione femminile che dovrà nascere».

Pd e Jesi in Comune fanno inoltre presente «l’assessora competente ha dichiarato che sta lavorando per istituire la Consulta delle donne, anche se non sono stati convocati altri tavoli di lavoro a tal fine, almeno per quanto è a conoscenza di questa minoranza». Chiedono dunque «per quale motivo l’Amministrazione intende costituire una Consulta anziché un Consiglio delle donne, e come sta provvedendo o intende provvedere per concretizzare il prescelto organismo».