Jesi, polemiche sulla nuova Lorenzini

Andrea Binci del Pd contesta la scelta del Comune di investire 4 milioni di euro per la realizzazione della nuova scuola, «dopo aver detto che tale cifra non era disponibile per il rifacimento del ponte di Minonna»

Scuola Lorenzini Jesi
La nuova scuola "Lorenzini" sorgerà in via Schweitzer

JESI – Niente Inail per la Lorenzini: troppo lunghi i tempi dell’appalto. Il Comune fa da solo attraverso un mutuo da 4,1 milioni da contrarre, con fondi di bilancio per 245 mila euro e con contributo del Ministero dell’Istruzione per 1,7 milioni. Totale oltre 6 milioni per la nuova scuola secondaria di primo grado che sorgerà in via Schweitzer. Tre anni per completare l’opera. Ieri pomeriggio, in consiglio comunale, la modifica al piano delle opere pubbliche. Ma c’è chi ha storto il naso.

«È paradossale come questa Amministrazione Comunale, dopo aver detto ai quattro venti di non avere 4 milioni di euro per rifare il Ponte di Minonna, all’improvviso prende a debito proprio 4 mln di euro per completare il progetto della nuova scuola Lorenzini», tuona Andrea Binci del Pd. La giunta comunale jesina infatti, nella sua ultima seduta, ha deciso di abbandonare l’ipotesi del doppio appalto (l’Inail si sarebbe dovuta far carico di quello maggiore tramite la formula “rent to buy”) e di procedere interamente per conto proprio, approfittando anche del fatto che nel 2019 sono venuti meno i vincoli di indebitamento dei Comuni.

Andrea Binci alla Vallesina Marathon
Andrea Binci alla Vallesina Marathon

«Questo mutuo – osserva il consigliere comunale d’opposizione – servirà a completare più celermente la nuova sede scolastica, senza aspettare l’esito della domanda che il Comune aveva fatto all’INAIL che, è bene sottolinearlo, l’Inail non ha nemmeno negato. Il tutto viene fatto approfittando dell’ultima legge di bilancio che ha eliminato il tetto all’indebitamento dei Comuni. Pur avendo delle riserve sulla localizzazione della nuova scuola è chiaro che gli studenti potranno essere ospitati prima in una nuova sede e questo è positivo, ma a questo punto, vista la facilità di indebitamento di questa Amministrazione, ci aspettiamo per il prossimo Consiglio Comunale una pratica per finanziare il Ponte di Minonna, perché anche questa è un’urgenza per i cittadini del quartiere e per tutta la città».

Immediata la replica di Jesiamo, il gruppo a sostegno del sindaco Massimo Bacci: «L’astensione del Pd, ed il voto contrario di Jesi in Comune, hanno lasciato senza parole la maggioranza incredula nel vedere non accolto quella che da tutti i cittadini, famiglie in testa, può essere considerato uno degli investimenti per e sul futuro di questa città. Il Pd avrebbe voluto destinare i soldi del mutuo al Ponte San Carlo, di fatto accostando la priorità della viabilità a quella dell’istruzione e dimenticandosi che il progetto della Lorenzini è di molto precedente alla questione San Carlo. Jesi in Comune con il consueto immotivato motivetto, oramai inflazionato, del non lì ma altrove che oramai sembra una semplice scusa per declinare qualsiasi scelta».