Palloncini della Pace, Carlo Bellocchi: «Non svilire il lavoro della Consulta»

Il coordinatore delle associazioni di volontariato jesine interviene sulla polemica sfociata in questi giorni in città sul rinvio, a data da destinarsi, della manifestazione del 6 gennaio con il tradizionale lancio di palloncini

Il lancio dei palloncini della Pace
Il lancio dei palloncini della Pace

JESI – Annullata e rinviata a data da destinarsi, la manifestazione “2000 Idee per la Pace”, molto cara a tantissime famiglie, è al centro del dibattito cittadino. Ad avvertire le famiglie era stata la Consulta per la Pace che organizza l’evento insieme all’Avis (leggi l’articolo).

bellocchi
Carlo Bellocchi

Il Coordinamento delle associazioni di Volontariato, nato per unire le realtà jesine, evidenzia che «i problemi di natura economica hanno costretto la Consulta della Pace istituita dal Comune di Jesi a rinviare l’evento (1600 euro in più rispetto alo scorso anno, circa un euro a palloncino, ndr) – spiega il Coordinatore Carlo Bellocchi – La notizia ci sembra significativa e rilevante soprattutto se la leggiamo dal punto di vista dei bambini: ad essa avevano rivolto la loro attività scrivendo messaggi, e in questo momento ne aspettano la naturale conclusione festosa. Proprio pensando a quanto l’evento contiene di simbolico ed educativo rispetto ai valori della pace, sottolineiamo altresì che l’evento possiede in sé elementi di grande senso culturale e comunitario. Per questo rinviare il “lancio” – e senza darne una data certa – in queste giornate di festa rischia di svilire il lavoro che la Consulta per la Pace (gestita con lodevole impegno dal coordinatore Paolo Gubbi) porta avanti con successo in diversi ambiti». Bellocchi evidenzia il lato educativo della manifestazione: «L’evento del 6 gennaio ci appare in tutta la sua valenza di formazione di senso civile, in una sana ed auspicabile cultura della pace. Auspichiamo che soluzioni diverse possano permetterne lo svolgimento secondo programma. Il Coordinamento è comunque disponibile ad ogni forma di collaborazione».

Anche il gruppo di maggioranza in consiglio comunale, Jesiamo dice la sua: «Non è l’Amministrazione Comunale ad organizzare la manifestazione, la stessa ha provato a porre rimedio alla situazione e soprattutto il rinvio dell’appuntamento è stato proposto dagli stessi organizzatori». Puntuale la replica della Consulta per la Pace: «Teniamo a precisare che la “Consulta per la pace” di Jesi non ha potere decisionale autonomo essendo un Istituto di partecipazione promosso dal Consiglio Comunale e con un capitolo di spesa annuale previsto dal bilancio del Comune. Quindi, nell’organizzazione degli eventi, anche qualora ci fossero le prerogative per effettuarli, senza il consenso dell’assessore preposto non si fa nulla. Al limite, si rimanda (leggi l’articolo)».