Jesi-Fabriano

Fabriano, Palio di San Giovanni Battista: tutti in fila per ammirare le infiorate artistiche

Ultimate le quattro infiorate dell'edizione n. 30 del Palio. Sandra Girolametti, presidente dell’Ente autonomo: «Abbiamo iniziato alla grande. È stato molto bello vedere molti turisti arrivare da fuori regione. Un grazie ai volontari»

Un momento del Palio

FABRIANO – Ultimate le quattro infiorate artistiche dell’edizione n. 30 del Palio di San Giovanni Battista di Fabriano. Da visitare presso San Nicolò per Porta del Borgo, a San Filippo per la Cervara, a San Benedetto per il Piano e a San Biagio per la Pisana. Come sempre sono stati in tanti che hanno seguito i maestri infioratori durante il lavoro di composizione e realizzazione partito ieri e ultimato questo pomeriggio alle 15 con l’apertura ufficiale al pubblico. «In migliaia, nella notte tra sabato e domenica, hanno vissuto il magico rito della realizzazione delle infiorate quest’anno dedicate al nostro Patrono», ha evidenziato Sandra Girolametti, presidente dell’Ente autonomo che gestisce il Palio di Fabriano. «È stato molto bello vedere non solo residenti, ma anche turisti, girare per Fabriano. Abbiamo iniziato alla grande il trentennale del Palio con molti visitatori arrivati anche da fuori regione, diversi in camper, che si sono tuffati nel Medioevo. Un grazie ai volontari, centinaia, che da settimane stanno lavorando per la buona riuscita di questa manifestazione che sta diventando sempre più importante nel panorama nazionale delle rievocazioni storiche», conclude.

Le infiorate: Porta del Borgo

Porta del Borgo

Autrice: Francesca Balduccio, laureata in pittura presso l’accademia delle Belle Arti di Urbino, che ha confezionato quest’opera d’arte con la tecnica del CarbOthello su carta. Ha interpretato l’episodio del martirio del Santo non nel momento della crudeltà e dell’efferatezza dell’atto, ma si è soffermata sull’analisi dei sentimenti dei protagonisti in quel frangente; quindi la scena si apre con una splendida e sensuale Salome sulla sinistra fasciata in vesti oro che si presenta però di spalle alla scena, quasi a volersi estraniare; infondo lei ha eseguito solo la volontà di sua Madre Erodiade che voleva la testa di Giovanni il Battista. Al centro della scena il Santo Giovanni, vestito con pelli di cammello, che viene trascinato per i capelli verso il suo martirio; lui consapevole di aver compiuto la sua missione sulla terra battezzando Gesù si lascia trasportare affinchè le sacre scritture abbiano a compiersi. Tutta la scena è raffigurata nel braccio destro del transetto di san Venanzo, che ospita oggi la cappella dedicata a san Giovanni Battista con l’attuale Battistero,

Le infiorate: Porta Cervara

Porta Cervara

Autore Leonardo Sassi: «Fabriano ha il privilegio di avere come santo patrono Giovanni il Battista, definito da Gesù “il più grande tra i nati da donna”. San Giovanni, l’ultimo dei grandi profeti del Vecchio Testamento, predicava la conversione e l’amore del prossimo affermando la vicinanza del regno dei cieli. Al centro è raffigurato il Battesimo di Cristo nelle acque del Giordano, immagine contenuta simbolicamente in una conchiglia. In alto a destra troviamo anche la colomba dello Spirito Santo. Il culto per il Battista si diffuse dopo il suo martirio sia in Oriente che in Occidente e ovunque in suo onore furono edificati battisteri e chiese. La texture riprodotta sullo sfondo è liberamente ispirata al Nodo di San Giovanni, un simbolo molto antico di origini nordiche, che dopo l’avvento del Cristianesimo è stato associato alla figura del Santo. Alcuni storici come il Marcoaldi, lo Scevolini e il Castrica ritengono che il Santo precursore sia stato eletto protettore di Fabriano nel 1378, per volontà della famiglia Chiavelli, i quali sotto la guida del valoroso Guido, proprio la notte tra il 23 e il 24 giugno, riconquistarono la città. San Giovanni può essere considerato il simbolo della libertà della popolazione fabrianese dall’autorità di Camerino, un patrono voluto dal popolo con la forza della devozione. La devozione del popolo fabrianese per San Giovanni è testimoniata anche dal “piccolo”, una moneta coniata dalla zecca fabrianese, che raffigura una croce con all’intorno la scritta S. IOVANNOS».

Le infiorate: Porta del Piano

Porta del Piano

Autrice Patrizia Balducci: «San Giovanni eletto patrono di Fabriano. Varie sono le ipotesi sul perché di tale riconoscimento come “principale protettore” della città. A testimoniare che probabilmente la sua figura fu desiderata e scelta dei fabrianesi e non fu imposta dei Chiavelli è il fatto che il suo culto si sia salvato dalla “damnatio memorie” che colpì la nobile famiglia dopo l’eccidio del 1435. La devozione dei fabrianesi per il Santo appare anche nel “piccolo”, moneta battuta nella zecca di Fabriano che riporta il suo nome ed iconografia. San Giovanni ‘vestito di pelli’ mostra a Gesù la vastità del popolo che sta invocando il gesto del battesimo per la protezione della città. In primo piano i cittadini fabrianesi si appellano al Santo mostrando lo stemma di Fabriano e la moneta a lui dedicata. Gesù incoraggia Giovanni ricordandogli il significato del gesto che sta compiendo: “dovranno rinascere in acqua e spirito” Sulla destra del bozzetto i simboli che ricordano il loro sacro martirio. A sinistra è rappresentato l’inizio della mietitura al solstizio d’estate e la tradizionale raccolta dei fiori per profumare l’acqua. Il fiore della vita, fiore a sei petali, figura geometrica che può essere ripetuta all’infinito, simbolo di armonia, equilibrio, rinascita e speranza, rafforza il messaggio che San Giovanni diffonde, unico per tutta l’umanità sia in un dogma sacro che profano».

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Le infiorate: Porta Pisana

Porta Pisana

Autore Simone Salimbeni: «”In verità vi dico: tra i nati di donna non è sorto uno più grande” (Mt. 11,11). Queste, le parole con cui Gesù definì San Giovanni Battista, affinché la sua grandezza venisse celebrata in ogni tempo e luogo. L’opera d’arte di Simone Salimbeni celebra San Giovanni Battista, il patrono della città di Fabriano. L’opera si concentra sulla vita del Santo, dalla sua infanzia alla sua vita adulta, e sul suo ruolo come figura centrale nella tradizione cattolico-cristiana. L’opera presenta due figure principali: una raffigura San Giovanni da bambino, vestito di pelle di cammello e con un agnello, e l’altra lo raffigura da adulto, con le stesse vesti e un bastone a forma di croce, simbolo del suo martirio. Queste figure simboleggiano l’intera vita del Santo, dalla sua infanzia trascorsa in solitudine nella natura alla sua vita adulta dedicata alla penitenza e alla preghiera nel deserto. Un elemento centrale dell’opera è il Fonte Battesimale, simbolo del sacramento del battesimo e del legame indissolubile tra la città di Fabriano e la cattedrale di San Venanzio. L’acqua, elemento imprescindibile del battesimo, è rappresentata nell’opera attraverso le mele, simbolo del peccato originale, e i fiori freschi, simbolo di purificazione e resurrezione. L’opera rievoca anche elementi della tradizione pagana, come la figura di una strega emergente dalle acque e l’uso dell’uovo come strumento divinatorio nella notte tra il 23 e il 24 giugno. Infine, l’opera omaggia le altre Porte della città attraverso i nastri variopinti e rievoca la cerimonia del Bue di San Giovanni e l’antica fiera istituita da Guido Chiavelli nel 1378. L’opera rappresenta la città di Fabriano».

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