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«Padre e maestro per sempre»: a Jesi l’omaggio al professor Antonio Ramini

Una serata che ha ben illustrato quanto il professor Antonio Ramini abbia amato la città di Jesi e le abbia dato e quanto questa l’abbia corrisposto con affetto e infinita stima

I figli, Luigi e Emanuele, e la moglie, Katia Mammoli, del professor Antonio Ramini

JESI – In apertura, le parole con cui lui stesso aveva descritto “l’anima” di Jesi, lette dal figlio Luigi. In chiusura, nelle immagini filmate da Geniale Olivieri (presentate dalla figlia di questi, Serenella), la passeggiata con la moglie Katia fra le memorie della città, con l’omaggio alle sepolture di Valeria Moriconi e Pacifico Carotti, di Letteria Belardinelli e Mariano Agostinelli e di tanti e tante altri – artisti, artigiani e figure della cultura e della politica – del vissuto novecentesco di Jesi. Fra le une e l’altra, l’omaggio a più voci e per immagini e musica al professor Antonio Ramini, “uomo di scuola e di cultura”, scomparso nel marzo del 2020. «Esempio e insegnante, le due parole con le quali mi piace ricordarlo- ha detto il figlio Emanuele – ho capito, con lui, che quando un padre e un maestro c’è con l’affetto, il talento, la passione, c’è per sempre».

Emanuele Ramini

Una serata, quella all’Hotel Federico II organizzata in collaborazione fra la famiglia Ramini e le Fondazioni Federico II Hoenstaufen e Cassa di Risparmio di Jesi e impeccabilmente condotta da Franco Tacconi, che ha ben illustrato quanto il professor Antonio Ramini abbia amato la città di Jesi e le abbia dato e quanto questa l’abbia corrisposto con affetto e infinita stima. «Un evento- ha ricordato il figlio Luigi – che abbiamo voluto come famiglia ma al quale ci hanno portati anche tanti input esterni. Mio padre non ha mai inseguito onorificenze, premi o gratificazioni, era estremamente riservato ma assolutamente generoso nel considerare la cultura come condivisione».

«Ogni volta che incontravo il professor Ramini – ha detto l’assessore alla cultura del Comune di Jesi, Luca Butini– realizzavo come quella persona fosse consapevole in ogni giorno della sua vita di quanto fosse stimata dai suoi contemporanei. Il suo studio sarà, grazie alla collaborazione del professor Paolo Clini della Politecnica delle Marche, visitabile in forma virtuale accedendovi da una apposita sezione dedicata al professor Ramini del sito web del Comune, di cui presto amplieremo i contenuti».

Sullo schermo sono scorse immagini, foto e caricature della figura del professor Ramini, «insegnante di latino e greco al Liceo Classico, appassionato lettore e simbolo della cultura jesina, che tanti alunni accolse durante la lunga carriera del professore» riporta il sito del Comune. In sala, parole e musica degli Onafifetti- Giovanni Filosa e Mario Sardella– hanno proposto “pezzi” ai quali il professore era legato, gli omaggi satirici che negli anni gli Onafifetti gli avevano dedicato e quello che lui stesso aveva scritto per i loro 50 anni di presenza sul palco. A ricordare Ramini, le parole degli ex alunni Cristina Carnevali, Francesco Favi e Fabrizio Romagnoli, di Riccardo Piccioni che pure ne era stato allievo, che ne ha ricordato la «vocazione umanistica messa a disposizione della “civitas”».

Il presidente della Fondazione Carisj Paolo Morosetti ne ha ricordato la disponibilità immediata nei confronti dei più giovani: «Un gigante». La stessa Franca Tacconi ne ha rammentato la presenza fondamentale nei lavori e negli studi della Fondazione Federico II Hoenstaufen. Il professor Gabriele Fava, che ne ha raccolto il testimone alla guida della Libera Università per Adulti di Jesi, ha evidenziato: «La visione da insegnante del professor Ramini era un fecondo insieme di trasparente umanità e di forte rigore intellettuale. I suoi numerosissimi studenti possono essere i testimoni più attendibili e i migliori giudici».

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