Centro Pagina - cronaca e attualità

Jesi

Operazione Ariete: 22 furti da Chiaravalle a Reggio Emilia, sgominato dai carabinieri il sodalizio criminale

Un blitz su scala nazionale per smantellare una banda dedita ai furti con spaccata: un episodio anche nelle Marche a novembre 2019. Ecco come agivano i criminali

Ha toccato anche le Marche e in particolare Chiaravalle, la lunga scia criminale del sodalizio dedito ai furti con spaccata ai danni di esercizi commerciali e negozi di lusso. Ventidue i colpi messi a segno dalla banda, sgominata dai carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Emilia con l’ausilio dei Comandi Provinciali di Modena, Parma, 5° Reggimento Mobile Emilia Romagna, 13° Nucleo Elicotteri di Forlì.

Una lunga scia di furti, come detto, che ha interessato la regione Emilia Romagna e in un caso anche le Marche. Stesso modus operandi, sempre, come se fosse un po’ la firma della banda: i malviventi utilizzando autovetture rubate come arieti, tombini in ghisa o mazze infrangevano le vetrate dei negozi arraffando in pochi minuti refurtiva per svariate migliaia di euro provocando ingentissimi danni. L’operazione denominata proprio per questa caratteristica dei furti con spaccata “Ariete”, ha portato nella giornata di ieri (martedì 15 dicembre) a 16 misure cautelari. Il sodalizio criminale ha messo a segno 22 colpi seguendo un itinerario ben preciso, tra le province di Reggio Emilia, Modena e Parma dal 1 luglio 2019 al 12 marzo 2020.

I banditi, che avevano tracciato una vera e propria mappa dei bersagli, si erano spinti anche in Vallesina: erano entrati in azione il 15 novembre 2019 a Chiaravalle, rubando una Volkswagen Golf parcheggiata in via Clementina oltre a degli attrezzi da carpenteria. Il bottino dei colpi messi a segno ammonta a circa 100.000 euro, ma i danni arrecati agli esercizi commerciali dalle spaccate è di oltre il doppio. La Golf Tdi rubata a Chiaravalle insieme a una Fiat Punto asportata a Novellara (Reggio Emilia) appena un mese dopo, sono servite per compiere spaccate nei mesi successivi.

Grazie a un lavoro minuzioso e dettagliato dei carabinieri di Reggio Emilia – coordinati dal pm Giacomo Forte – la banda è stata individuata in tutte le sue componenti: diversi soggetti risiedono in tre campi nomadi (del Reggiano, del modenese e del ferrarese) e hanno tra loro anche rapporti di parentela stretti. Ci sono marito e moglie, fratelli e cugini. Dei 18 indagati, 16 erano già gravati da precedenti specifici per reati contro il patrimonio.

Altra particolarità: tre degli indagati, tutti uomini, ricevevano il sostegno economico statale (il reddito di cittadinanza) e sono stati scoperti grazie ad indagini incrociate con l’Agenzia delle Entrate. Vengono contestati loro, a vario titolo, i reati di associazione a delinquere, furto aggravato, danneggiamento e ricettazione. Gli obiettivi preferiti della banda erano bar (soprattutto le slot machines), negozi di lusso, distributori di benzina, supermercati, tabaccherie e gioiellerie.

Complessivamente sono state emesse 4 ordinanze di custodia cautelare in carcere a carico di un 24enne (N.D.B.); un 31enne (D.D.B.); un altro uomo di 25 anni (J.E.); e un 26enne (E.C.) oltre a 4 ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari per un 20enne (M.E.); un 23enne (T.T.); e due 25enni (J.T. e D.L.). Emessi anche cinque obblighi di dimora nei rispettivi comuni di residenza a carico di M.L. uomo 20 anni; A.S. uomo 35 anni; D.E. donna 25enne; S.L. uomo 47enne; E.E. donna 30enne e A.S. donna 55enne; due gli ordini di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria per due donne di 24 e 25 anni.