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Jesi

Omicidio di Jesi, il sindaco Massimo Bacci: «Sono vicinissimo a Italo e alla sua famiglia»

Il primo cittadino è sconvolto. Tanti i messaggi di affetto per il presidente della Libertas, ricoverato all'ospedale di Torrette dopo esser scampato alla furia del 25enne jesino che gli ha ucciso la moglie

Italo Giuliani e la moglie Fiorella Scarponi

JESI – «Sono sconvolto, senza parole. Non riesco davvero a commentare l’accaduto. Sono vicinissimo a Italo e alle sue tre figlie. Spero che si riprenda al più presto e non vedo l’ora di andarlo a trovare per mostrargli il mio profondo affetto. Ha subìto un evento così tragico che faccio fatica anche a parlarne». Il sindaco Massimo Bacci non è capace di aggiungere altro. È sconcertato, sconvolto, senza fiato. Avvertito questa mattina della tragedia consumatasi in via Saveri, ha passato le ore successive al telefono. Per chiedere e provare a capire. Dall’ospedale di Torrette, dove Italo Giuliani è ricoverato, arrivano notizie abbastanza confortanti, seppur da confermare nelle prossime ore, ed è la sola minuscola buona notizia di una giornata in cui la furia insensata di un 25enne si è abbattuta contro una famiglia conosciuta e benvoluta da tutti, strappando la vita a Fiorella Scarponi e ferendo gravemente il presidente della Libertas.

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«È una tragedia immane. Una tragedia umana per tutti, non so davvero che dire – le parole del vicepresidente della Libertas, Marco Porcarelli -. L’ho saputo questa mattina presto, poco dopo l’accaduto, è stata la famiglia a informarci. Mi dispiace tantissimo per Fiorella, sono senza parole. Italo, fra l’altro, lotta da tempo per la propria salute. Non ci voleva anche questa. Non lo meritava. Ora, all’ospedale regionale, è sotto osservazione. Speriamo di poterlo riabbracciare. Anche il Coni porge alla famiglia le più sentite condoglianze. Forza Italo, tieni duro».

«Allucinante, tremendo. Mi ha fatto riflettere moltissimo questo dramma – il commento dell‘assessore allo sport Ugo Coltorti, amico intimo di Italo Giuliani -. Conosco mia moglie dal 1983, faceva ginnastica artistica alla Libertas. È da quell’anno, dunque, che ho a che fare con Italo. Lo conosco talmente bene che ho negli occhi l’immagine di loro due, Italo e l’amata moglie Fiorella, che passeggiano per il Corso e si fermano per scambiare i dee e condividere progetti. Mi ha massacrato questa notizia. Sono allibito, dispiaciuto. Sono vicino alle tre figlie, sarà durissima, ma spero che ce la facciano a superarla. Come sono convinto che, da sportivo qual è, ce la farà anche Italo a rialzarsi. Non so proprio cos’altro aggiungere».

«Italo non lo meritava, Fiorella non lo meritava, non ci sono parole, non ho parole». Non riesce a darsi pace nemmeno Franco Taini, direttore sportivo della Libertas Pallavolo: «Sto con loro da venti anni – racconta -. Stamattina, quando mi hanno comunicato la notizia, sono stato male. Sto malissimo. Non lo meritava, Fiorella, era una donna meravigliosa. Così come Italo, che per fortuna sembra meno grave di quanto sembrava appena trasportato a Torrette. Le ferite, questo almeno è quanto mi hanno riferito, non dovrebbero essere troppo profonde, sebbene abbia diverse fratture. Ho avuto modo di parlare con i familiari, sono vicino alle sue tre figlie Tiziana, Marta e Ilaria. Una tragedia, è una tragedia. Prego per Italo, spero davvero che possa tornare presto fra noi. Non lo meritava, anche per ciò che sta affrontando in questo periodo a livello di salute. Non lo meritavano».