Omicidio di Cupramontana, il padre del piccolo Hamid subito a processo

Chiuse le indagini sulla morte del bimbo di origine macedone, ucciso il 4 gennaio all'età di 5 anni dal padre, in via Bonanni. La richiesta del giudizio immediato avanzata dal pm Valentina Bavai è stata accolta dal gip. La difesa valuterà se chiedere l'abbreviato condizionato

Il corpo senza vita del bambino
Il corpo senza vita del bambino

CUPRAMONTANA – Ucciso dal padre a 5 anni, chiuse le indagini sulla morte di Hamid e chiesto il giudizio immediato per il padre, Besart Imeri, 26 anni. Il macedone, in carcere per omicidio volontario aggravato dopo il delitto avvenuto il 4 gennaio scorso in via Bonanni, verrà subito processato senza passare per l’udienza preliminare. Il gip ha accolto la richiesta del pm Valentina Bavai che ha chiuso le indagini pochi giorni fa. Chiari ed esaustivi gli elementi in mano alla Procura. La richiesta del giudizio immediato è arrivata sul tavolo dell’avvocato che difende il macedone, Raffaele Sebastianelli, mercoledì. A metà aprile erano state depositate le perizie relative all’esito dell’autopsia sul bambino e quelle sul cellulare di Imeri. Il piccolo era a bordo dell’auto del padre, parcheggiata poco lontano da casa, quando è morto soffocato o forse strozzato proprio per mano del genitore che durante il primo interrogatorio aveva parlato di una forza sovrannaturale che lo aveva spinto ad uccidere il figlio.

L’avvocato Sebastianelli ora ha 15 giorni di tempo per chiedere il giudizio abbreviato condizionato. «Sto valutando», si limita a dire il legale. Dopo il delitto la salma del bambino era stata tumulata in Macedonia secondo il rito musulmano. La mamma di Hamid, il nonno e due zii erano stati sentiti a metà gennaio dalla Procura per ricostruire i fatti di quella sera. Il nonno, padre dell’omicida, in una intervista a Centropagina aveva detto che dopo l’accaduto gli aveva chiesto cosa era successo e il 26enne gli aveva ripetuto solo più volte «niente, niente», rimanendo poi in silenzio.